Il collegamento all’impianto fognario, un investimento di 200 mila euro, segna la svolta per l’apertura del museo Sanna-Castoldi, inaugurato 15 anni fa nella borgata di Montevecchio, nel palazzo dell’ex ufficio Geologico. Un intervento decisivo che garantisce finalmente i servizi primari, eliminando le criticità igieniche che di fatto hanno comportato la chiusura dello spazio museale. E non solo. Assieme ai vicini di casa, gli immobili dell’ex Foresteria e dell’alloggio dei dirigenti, straordinarie testimonianze e memoria del glorioso passato minerario del Comune di Arbus, sono le vittime di una burocrazia impietosa tra promesse e progetti fantasma.
Impianto fognario
L’assenza dell’infrastruttura ha chiuso le porte del museo che custodisce la collezione di monili in oro e argento e un ricco patrimonio librario di 400 volumi, un vasto patrimonio che gli eredi del padron della miniera, la famiglia Sanna-Castoldi, hanno lasciato in dono a quella terra che li ha ospitati per anni, in segno di riconoscenza e di gratitudine. Tutta colpa della fogna, l’accesso è vietato, e non per mancanza di soldi, ma per questioni tecniche legate ai lavori da eseguire. Si volta pagina, grazie ai fondi dei patti territoriali “Dal mare verso l’interno: itinerari del Terralbese e Linas”, c’è il progetto esecutivo “Adeguamento e accessibilità dell'Ufficio geologico”.
Il Comune
Il sindaco, Paolo Salis, spiega la procedura che ha permesso il via libera: «L’ultima soluzione prevedeva un lungo tragitto per arrivare al punto di allaccio di Abbanoa, a parte il costo eccessivo, il rischio era dover tagliare la strada e scavare poi nella roccia. Con i tecnici di Abbanoa, abbiamo verificato che a poca distanza dalla palazzina ci sono i pozzetti. Punti di allaccio per i tre edifici, Geologico, Foresteria e alloggi dirigenti». La fine di un percorso e l’inizio di una fase che restituisce un tesoro ad Arbus e ai turisti della Costa Verde. «In questi casi – dice il consigliere Agostino Pilia - c’è da fare una riflessione, soprattutto per evitare che negligenze simili si ripetano. Parliamo di fondi nel cassetto da circa sette anni, spenderli prima, seguendo l’esempio dei Comuni soci, per il paese sarebbe stato un guadagno in termini di soldi e d’immagine». E il collega, Gianni Lussu, ricorda: «Il progetto, oltre al completamento dell’impianto fognario, prevede anche la messa in sicurezza dell’edificio e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Interventi obbligati per aprire le porte ai visitatori».«Sono stata a Roma – racconta l’ex assessora alla cultura, Elisa Caddeo – a casa degli eredi, per selezionare i beni donati ad Arbus. Ne conosco il valore. Ben venga l’aperta del museo. L’augurio è che nel frattempo questi beni identitari, valore inestimabile, non siano stati danneggiati».
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