Sanluri-Sardara-Villanovaforru.

No al parco eolico, anche la Chiesa in prima linea 

Don Matzeu: «Il territorio e i monumenti sacri sono parte della nostra identità» 

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Sulle colline del vento centinaia di cittadini, comitati e associazioni. Una richiesta netta: bloccare l’impianto eolico attorno alla rinata chiesetta di Sant’Antiocu Becciu, tra i Comuni di Sanluri, Sardara e Villanovaforru. L’ennesima manifestazione, organizzata dal comitato Su Entu Nostu, sostenuta dalle Amministrazioni locali e da associazioni di tutta la Sardegna, contesta il progetto Marte che prevede l’installazione di 12 aerogeneratori alti 200 metri e chilometri di cavidotti. «Un richiamo forte», il messaggio del presidente del comitato, Marco Pau, «alla responsabilità comune verso il paesaggio, i beni archeologici, le attività agricole, in particolare la viticultura, l’identità del nostro territorio».

La mobilitazione

Il parroco, Mariano Matzeu, ha inviato un messaggio per ricordare che, «la chiesetta campestre e il territorio non sono semplici “cose”, ma parte indissolubili della nostra identità». Tre i pilastri su cui poggia la protesta. Il primo è il no all’eolico che non rispetta la Legge 20 sulle aree idonee, lasciando un quadro normativo molto incerto, in particolare sul ruolo dell’autonomia della Sardegna nella gestione del territorio. C’è poi l’aspetto speculativo in un territorio interessato da diversi impianti per una potenza complessiva superiore a 400 megawatt e 35 di accumulo elettrochimico. Inoltre la valorizzazione del sito sacro del 1600 e dell’immenso parco verde, opere volute e finanziate da volontari.

Il mistero

«Sul progetto specifico», ha detto Pau, «è calato un mistero. Proposto da Enel e dalla Saras per la produzione di idrogeno verde, da poco abbiamo appreso che la Saras ha rinunciato. Come mai negli atti ufficiali dei ministeri dell’Ambiente e della Cultura non risulta? Se così fosse, perché l’iter è già sul tavolo della premier Giorgia Meloni?». E con un pizzico di soddisfazione aggiunge: «La Corte Costituzionale ha accolto le nostre considerazioni, ritenendole meritevoli di esame, nel procedimento introdotto col ricorso della Regione contro la legge dello Stato che ha individuato le aree dove ubicare gli impianti di energia rinnovabile. Non possiamo e non dobbiamo fermarci: ce la faremo».

La delibera approvata

I sindaci Alberto Urpi di Sanluri, Giorgio Zucca di Sardara e Maurizio Onnis di Villanovaforru, su invito del comitato, hanno approvato una delibera consiliare contro il progetto da inviare agli enti competenti. «La transizione energetica», riporta il documento, «passa attraverso una pianificazione equilibrata, rispettosa delle comunità. Il Medio Campidano non si presta a qualsiasi trasformazione industriale, è una terra dove convivono agricoltura, allevamento, agroalimentare, storia, potenzialità turistiche». Il consigliere di minoranza di Sanluri, Nicola Melis: «Diciamo no ai progetti calati dall’alto, distruggono ambiente e paesaggio senza alcun vantaggio per le comunità. Siamo in tempo per fermare lo scempio». Il presidente del comitato Sant’Antiogu, Maurizio Serra: «Anni di impegno di tanti per restituire un pezzo di storia locale, ora aggredita da pale eoliche, la maggior parte attorno al piccolo tempio. E dire che il sito, in nome di San Francesco, è diventato simbolo della custodia del creato».

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