Ci sono momenti in cui la vita diventa d’un tratto grigia e appare ingiusta e perfida. Quando si porta via una figlia, per esempio. Una ragazza di sedici anni, che ha perso la battaglia contro una malattia invisibile e implacabile.
Il dolore
Virginia era giovane, solare, piena di voglia di vivere. Poi si è presentato un male oscuro sotto forma di un disturbo alimentare. Un demone che, a poco a poco, l’ha spenta. Nel 2022 la tragedia ha cambiato per sempre la famiglia Volpe di San Sperate. Due genitori, Corrado e Lucia, e altri due figli devastati da un dolore tra i più atroci che si possano sopportare. Ma che non poteva cancellare quanto di bello e dolce avevano vissuto in quei 16 anni, né eliminare un pezzo di cuore.
E così la mamma e il papà, decisi a non dimenticare i momenti più belli, hanno deciso che in qualche modo il ricordo di Virginia doveva restare presente, al di là di una vita terrena ormai andata. Un’intenzione divenuta realtà poco dopo, quando entrambi hanno portato Virginia con loro in uno dei percorsi più famosi d’Europa e del mondo: il Cammino di Santiago.
La promessa
Tutto è nato dalla promessa fatta da Corrado durante il periodo peggiore della malattia. Pregando perché le cose cambiassero, aveva assicurato che se la figlia fosse guarita tutti e tre lei e i genitori - avrebbero intrapreso quel viaggio spirituale. L’epilogo era stato diverso e la fede della coppia era andata gradualmente scemando. Però col tempo Corrado e Lucia Volpe hanno deciso che a Santiago di Compostela sarebbero dovuti arrivare lo stesso. E che, comunque, avrebbero portato con sé anche la loro bambina.
Tante foto
«Ormai non era più una questione spirituale», spiega il papà di Virginia, «ma qualcosa che dovevamo fare per noi e per lei. Sia io sia Lucia eravamo distrutti dalla perdita e ho pensato che fare il cammino ci avrebbe aiutato a reggere il dolore». Così nell’ottobre 2022 marito e moglie sono partiti da Saint-Jean-Pied-de-Port, ai piedi dei Pirenei francesi, per percorrere 800 chilometri.
E in ogni tappa, cinquanta in tutto, hanno lasciato una fotografia della figlia «come per lasciare il segno», sottolinea la madre: «Poggiavamo l’immagine in uno spazio che ci piaceva, ad esempio sotto un albero o una pietra. È stato il nostro modo di ricordarla e mantenere viva la sua presenza».
Oltre i limiti
Il lungo percorso ha profondamente cambiato la coppia: «Mia moglie era scettica prima di partire ma quest’esperienza l’ho fatta soprattutto per lei», conferma Corrado Volpe. «All’inizio ho pianto per tanti chilometri pensando a Virginia», conferma la moglie Lucia, «ma col tempo ho capito che camminare aiuta a liberare la mente, a dimenticare. Inoltre ho imparato tanto, a partire dallo spirito di adattamento che il pellegrino deve inevitabilmente avere. Sono andata oltre i miei limiti».
Da un’esperienza nata per alleviare un dolore causato da una perdita enorme è nata, così, una passione che entrambi hanno continuato a portare avanti. «Nel 2023 abbiamo intrapreso il cammino portoghese percorrendo circa 240 chilometri da Lisbona a Santiago», aggiungono, «l’anno successivo invece abbiamo affrontato il Cammino del Salvador, che collega Léon a Oviedo, e poi da Oviedo abbiamo cominciato il Camino Primitivo: l’itinerario più antico, che conserva il vero spirito del pellegrinaggio per via della mancanza totale di agi».
Il futuro
Impossibile ora fermarsi. «Il ritorno, il rientro alla realtà, è la parte più difficile. Per questo pensiamo subito alla prossima meta. A ottobre faremo il Cammino del Nord, nei Paesi Baschi. Non vediamo l’ora».
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