Un’altra giornata di fuoco in tutta l’Isola, un’altra difficile prova per la macchina antincendio regionale che ieri ha schierato tutta la flotta aerea per fermare i roghi scoppiati a Quartu, Guspini, Bottidda, Bono, Teti,Padru e Cabras.
E le operazioni di spegnimento sono diventate ancora più difficili quando il Corpo Forestale non ha potuto contare su un Canadair da affiancare ad altri due velivoli in azione sulle campagne di Bottida. L’areo è rimasto a terra a causa di una avaria, una situazione che ha imposto un ulteriore sforzo operativo alle squadre a terra e ai velivoli (sei in tutto) impegnati su una vasta area tra Bottida e Bono.
Boschi devastati
La situazione più difficile con un pesantissimo bilancio dei danni è proprio quella di Bottidda dove il fuoco ha distrutto centinaia di ettari di bosco in area demaniale. L’allarme è scattato intorno alle 11,30, con il punto di insorgenza del fuoco nella località del nuraghe Larattu. Il Corpo Forestale ha chiesto il supporto di elicotteri e Canadair. Sono intervenuti tre elicotteri (Anela, Bosa e Sorgono), due Super Puma (Alà dei Sardi e Fenosu) e due Canadair. Un terzo Canadair in avaria, non ha raggiunto la zona. Sugli elicotteri anche gli specialisti del gruppo Gauf (Gruppo di Analisi e Uso del Fuoco) del Corpo Forestale per le attività del controfuoco. Le fiamme sono arrivate sino a Monte Rasu dopo avere fatto danni ambientali pesanti. Il fronte del fuoco è stato fermato prima che arrivasse al convento di San Francesco (uno dei primi insediamenti francescani della Sardegna), un eremo circondato da lecceti e castagneti. A rischio la festa in programma tradizionalmente per la giornata di oggi, 2 agosto. Il sindaco di Bottidda, Ivo Nieddu: «Dato allarmante, sul quale spero le forze dell’ordine intervengano, è il punto di insorgenza del fuoco dalla zona di Larattu. Succede da anni sempre la stessa cosa».
Fuoco a Quartu
Fiamme nel primo pomeriggio di ieri anche tra Capitana e Santu Lianu, sul litorale di Quartu: il fuoco si è sviluppato fra i canneti lungo il Rio Cuba, aggredendo poi l’area di Santu Lianu dove ha trovato facile esca tra le stoppie, la macchia mediterranea e alberi d’alto fusto, compresi ulivi, mandorli ed eucaliptus, lambendo i cortili di alcune abitazioni. Immediato l’allarme con la mobilitazione dei forestali della sede di Sinnai, dei Vigili del fuoco e dei volontari del Nos e della Paff di Quartu. Sul posto anche due elicotteri che hanno effettuato decine di lanci contribuendo ad arginare il dilagare del fuoco che secondo le prime stime ha incenerito una decina di ettari. Nel pomeriggio, un altro incendio si è sviluppato all’incrocio fra la via Marconi tra Cagliari e Quartu e la 554, divorando un canneto e le stoppie vicine. Sul posto, i Forestali, i Vigili del fuoco e due squadre del Nos.
Allevamento in pericolo
Allarme anche a Guspini, nel Medio Campidano, dove le fiamme hanno minacciato l’azienda di proprietà di Maurizio Serru, fra la Statale 126 e la Provinciale 65. Le fiamme si sono avvicinate all’allevamento dove c’erano oltre mille bovini, tutti in salvo. In fumo diverse balle di foraggio. Sul posto un elicottero della base Marganai di Iglesias, personale della Forestale di Guspini e Villacidro e una grande autobotte dei Vigili del fuoco di Cagliari con i colleghi di Sanluri, l’associazione Gentilis di Guspini e di Arbus e un’ambulanza della Volsoc. Sul posto anche il sindaco Marco Pala e il consigliere Filippo Usai, che hanno affiancato i vigili urbani per chiudere al traffico la strada “De Is Gonnesu”.
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