New York. «Siete dei codardi morali. Noi difendiamo anche voi». E' un Benjamin Netanyahu aggressivo quello che sale sul palco dell'Assemblea Generale dell'Onu e parla a una sala mezza vuota dopo che decine di diplomatici si sono alzati e sono usciti al suo arrivo, qualcuno intonando cori pro-Palestina. Fuori dal Palazzo di Vetro la protesta contro il premier israeliano è ancora più accesa, con decine di persone in piazza a manifestare contro la sua presenza e diversi arresti, incluso quello dell'attrice Susan Sarandon. Definendo le proteste un esempio di «ipocrisia sconcertante», Netanyahu ha tirato dritto in una difesa a oltranza di Israele. Ha respinto le accuse di genocidio bollandole come la «più grande bugia del secolo». Un affondo a tutto campo che non ha risparmiato il sindaco di New York. «E' un anti-semita», ha tuonato «Vergognati per aver diffuso bugie», gli ha detto chiamandolo un «amico di Hamas».
Nel mirino del premier israeliano sono finiti anche i media. L'unico ringraziamento è andato al presidente americano Donald Trump. «Israele e l'America hanno agito insieme per salvare la civiltà», ha spiegato riferendosi alla guerra in Iran.
Netanyahu è stato accolto da una New York blindata e teatro di imponenti manifestazioni con le bandiere palestinesi che hanno cinto d'assedio il Palazzo di Vetro mentre si rivolgeva all'Assemblea. Migliaia di agenti mobilitati nelle strade hanno tenuto separati i manifestanti di segno opposto confluiti attorno al Palazzo di Vetro. Oltre alla attrice di Dead Man Walking (Susan Sarandon), sono stati fermati la candidata Dem di origine palestinese, Darializa Avila Chevalier, e il consigliere comunale Chi Ossé. Una parte delle proteste partiva dal mondo ebraico americano e altre organizzazioni progressiste. Sul fronte opposto, altri gruppi avevano organizzato iniziative di sostegno a Israele e di benvenuto al premier. Tra i manifestanti tanti volti noti ma non Mamdani: dopo aver promesso in campagna elettorale di far arrestare il premier su mandato della Corte penale internazionale, in luglio il sindaco ha riconosciuto che New York non ha l'autorità per farlo.
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