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Nel 2014 la tragedia nel Sulcis: ucciso da un masso 

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Anche il Sulcis Iglesiente visse ore di terribile angoscia,purtroppo senza lieto fine, per uno speleologo che, nel 2014, era rimasto intrappolato nelle viscere della terra. L'incidente era costato la vita a Giuseppe Cuccu, 56 anni, presidente del gruppo speleo Meta Cave di Gonnesa, medico della Asl 7.

Giuseppe Cuccu era morto aspettando di essere portato fuori dalla grotta, chiamata “Su Frastimu”, dove ore prima era stato colpito da un masso che si era staccato dalla volta. Su Frastimu è un ampio anfratto naturale, che poi si ramifica per un centinaio di metri, sulle pendici di monte Onixeddu, rilievo che segna il confine fra Carbonia, Gonnesa e Iglesias. Il medico quella domenica del 21 gennaio 2014 aveva affrontato l'escursione con una decina di altri appassionati di speleologia. La tragedia a poche decine di metri dall'uscita quando un masso aveva perso aderenza dalla parete e lo aveva colpito alla testa.

L’allarme era stato immediato, con le squadre del Soccorso alpino sul posto sino a tarda sera nel tentativo di estrarre Giuseppe Cuccu dalla grotta, ma le condizioni dello speleologo che si erano aggravate col trascorrere delle ore per le lesioni al cranio e le circostanze in cui gli esperti avevano dovuto operare, avevano reso improba la missione: l'ingresso della cavità è molto stretto e non c'era realisticamente spazio per farci passare la barella. A nulla era valsa anche la circostanza che tra gli speleologi ci fossero due medici impegnati nei soccorsi immediati: pure per loro era molto arduo destreggiarsi fra i meandri strettissimi. Col trascorrere delle ore, la situazione è precipitata. L'incidente era avvenuto alle 14, nella fase di risalita a non eccessiva distanza dall'uscita dalla grotta, ma alle 21 Giuseppe Cuccu non dava più segni di vita. Il Soccorso alpino era anche in procinto di allargare il varco con delle micro cariche. Ma alla fine purtroppo l'operazione era stata accantonata nel momento in cui i medici in contatto con Giuseppe Cuccu si erano accorti che le lesioni al capo si erano talmente aggravate che il cuore aveva cessato di battere. Il medico era stato riportato in superficie la mattina successiva con speciali tecniche di recupero su corda.

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