Il caso

Critiche ad Abbanoa, la Corte di Cassazione assolve Mauro Pili 

Per l’accusa di diffamazione social contro l’ex manager Ramazzotti 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Non sempre le parole offensive pubblicate sui social sono diffamatorie. «Codardo», «ignavo», «coniglio», «venditore di fumo» e «troglodita del diritto, dell’economia e della finanza». Sono alcune delle definizioni – assieme all’accusa di aver «minacciato i sindaci» – che il giornalista Mauro Pili aveva usato contro l’allora amministratore unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti, mentre infuriava lo scontro sui conguagli regolatori e sulla class action avviata dall’ex presidente della Regione. Per quelle parole, pubblicate su facebook, Pili era stato condannato per diffamazione aggravata dalla Corte d’Appello di Cagliari. Ora la Cassazione ha ribaltato la sentenza di secondo grado e deliberato un’assoluzione senza rinvio.

Nessun reato

Per la suprema Corte il reato non c’è: la sentenza ha stabilito, in sintesi, che sull’offesa della reputazione prevale il diritto di critica perché, oltre che riferite a fatti specifici veri sul piano fattuale, «le espressioni risultavano strettamente correlate alla manifestazione del dissenso e alla tutela degli interessi e dei valori ritenuti compromessi. Esse, inoltre, si inserivano in un contesto di marcata conflittualità, relativo a vicende di indubbio interesse pubblico, che consentiva il ricorso a espressioni anche aspre e denigratorie, purché contenute entro i limiti della continenza».

Minacce ai sindaci

Inoltre quando Pili parlava di «minacce ai sindaci», secondo quanto stabilito dalla Cassazione, l’espressione «non risultava volta ad ascrivere alla persona offesa una specifica condotta penalmente rilevante, ma costituiva la manifestazione, in termini volutamente forti, di una severa valutazione critica della comunicazione trasmessa da “Abbanoa Spa” ai sindaci della Sardegna, considerata dall’imputato idonea a esercitare un’indebita pressione sulle amministrazioni comunali». La sentenza riconosce che le parole di Pili su Ramazzotti, «pur presentando un evidente contenuto denigratorio, risultano tuttavia scriminate dall'esercizio del diritto di critica, in quanto muovono da un nucleo di verità di notizie di interesse per la collettività e non trasmodano in forme espressive eccedenti i limiti della continenza».

La reazione

La Cassazione si è espressa nei giorni scorsi. Ma lo stesso Pili ha saputo solo ieri di essere stato assolto in via definitiva. Un bel sospiro di solievo, per lui. Oltre che sulla fedina penale la condanna avrebbe colpito anche il portafogli: i giudici avevano stabilito anche una provvisionale di 15mila euro, prima somma di un risarcimento danni che rischiava di essere più cospicuo. La sua soddisfazione è stata espressa attraverso lo stesso canale social dal quale aveva attaccato Ramazzotti: «La Cassazione mette nero su bianco un passaggio di straordinaria importanza», spiega il giornalista, riportando il passaggio della sentenza secondo la quale non sono mai stati “in discussione il nucleo di verità delle notizie né l’interesse pubblico a conoscerle”. «È scritto proprio così», sottolinea, «il nucleo di verità delle notizie non era in discussione, così come non era in discussione l'interesse pubblico a conoscerle. Come dire: tutto quello che ho sostenuto era vero, documentato e certificato. Eppure, su quelle stesse vicende, sulle mie denunce e sulle parole utilizzate per contestare la gestione di Abbanoa, erano arrivate due condanne che ho impugnato senza arretrare di un millimetro». L’assolto Pili ribadisce che quello con Ramazzotti «non era uno scontro personale, ma una battaglia civile su 106 milioni di euro reclamati illegalmente alle famiglie, che aveva coinvolto migliaia di cittadini e numerose amministrazioni comunali: è dentro questo contesto che la Cassazione colloca le mie parole, anche quelle più dure».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi