Siena. Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, sarebbe stato il mandante di un’azione intimidatoria ai danni di David Rossi, inizialmente non destinata a provocarne la morte, mentre Gabriele Ceccherelli, ex “calciante” del Calcio storico fiorentino, avrebbe organizzato l'operazione individuando le persone incaricate della fase esecutiva.
La ricostruzione
È la ricostruzione illustrata da Gianluca Vinci, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta bis sulla morte dell'ex responsabile della comunicazione della banca senese, deceduto dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013.
«L’Ufficio di presidenza ha avuto modo di valutare elementi informativi acquisiti dai consulenti della Commissione nell'ambito di alcuni colloqui con detenuti», ha detto Vinci, precisando: «Abbiamo deciso di trasmettere gli atti, invieremo tutta la documentazione alla Procura, l'autorità giudiziaria saprà come muoversi». Secondo il presidente, le due testimonianze raccolte sarebbero concordanti sulla ricostruzione.
Vinci ha annunciato inoltre la possibilità per i due uomini indicati di essere ascoltati dalla Commissione con l'assistenza di un avvocato e la facoltà di non rispondere. «Non si tratta di soggetti indagati», ha precisato, invitando chiunque abbia informazioni sulla morte di Rossi a rivolgersi alla Commissione o all'autorità giudiziaria.
La pista
A sostegno dell’ipotesi di un tentativo intimidatorio degenerato, Vinci ha evocato anche la possibile pista di un'organizzazione criminale, facendo riferimento alla 'ndrangheta della bassa Lombardia. Mussari ha respinto le accuse, definendole una «follia» e una «calunnia» e annunciando querele.
Fu proprio l’avvocato calabrese, coetaneo di Rossi, con cui aveva stretto un rapporto d'amicizia negli anni Novanta, a volerlo come responsabile della comunicazione nel 2006, quando approdò a Rocca Salimbeni, dopo l'esperienza fianco a fianco iniziata nel 2001, quando Mussari assunse la guida della Fondazione Mps. Un legame che l’ex presidente della banca non ha mai nascosto e che, nel febbraio 2022, davanti alla prima Commissione parlamentare d'inchiesta, ribadì a chiare lettere: «David Rossi era un fratello, un amico. Lo feci assumere perché nel suo lavoro era il più bravo di tutti».
Accuse respinte
A respingere le accuse anche Ceccherelli, che nel luglio 2013, cinque mesi dopo la morte di Rossi, disputò la sua ultima partita nel Calcio storico fiorentino, concludendo la carriera con la vittoria dei suoi Azzurri. «Non so niente, non conosco nessuno di questa vicenda, l'unica volta che sono stato a Siena è stato per comprare un paio di scarpe, non ho nulla a che fare con questa vicenda», ha dichiarato. Il suo legale, l'avvocato Federico Bagattini, ha ribadito: «Siamo a disposizione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi. Il mio assistito ricusa ogni responsabilità».
La famiglia di Rossi, attraverso il legale Carmelo Miceli, ha espresso apprezzamento per il lavoro della Commissione, ma anche «sgomento in merito alla presunta individuazione dei mandanti e degli esecutori», invitando a evitare conclusioni anticipate.
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