Napoli.

La protesta dei tir si allarga: blocchi e scaffali vuoti 

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Napoli. Si allarga a macchia d'olio la protesta dei Tir contro il caro gasolio nel Sud Italia. Dalla A1 Milano-Napoli la mobilitazione arriva al porto commerciale del capoluogo partenopeo, con blocchi all'ingresso dello scalo, porti sbarrati anche in Sicilia. Aumentano i blocchi stradali in Calabria, presidi alle porte di Potenza, in Basilicata e a Bari sotto la sede della Regione Puglia, con il presidente Antonio Decaro che annuncia l'apertura di un tavolo con le altre Regioni del Mezzogiorno, prima di incontrare gli stessi autotrasportatori.

Gli effetti

A causa della paralisi, rallenta la distribuzione della merce nei supermercati. In alcune province della Campania, come Caserta e Napoli, della Calabria, soprattutto a Catanzaro, e in alcune zone della Sicilia si incominciano a vedere i primi scaffali vuoti, con i prodotti freschi particolarmente colpiti. Sugli effetti del blocco dei Tir Confcommercio lancia l'allarme proprio sul rifornimento dei supermercati. «Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori», avverte il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. Secondo le stime raccolte da Confcommercio Sicilia, solo nell'Isola il fermo delle merci ha causato nei cinque giorni di protesta un danno economico complessivo tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione organizzata e per l'intera filiera del fresco collegata al commercio.

Vertice con Salvini

Intanto sale l'attesa per l'incontro di questa mattina alla Prefettura di Milano tra il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni di categoria nazionali. Il ministro, che nel pomeriggio vedrà anche le sigle locali e autonome, prova a gettare acqua sul fuoco. «Sui camionisti sono sicuro che riusciremo a sbloccare fondi bloccati da troppo tempo, ascoltare le richieste e avviare un dialogo positivo che tolga pressioni su strade statali e autostradali», dice.

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