La paura comincia in via Brigata Sassari. Soprattutto di notte, quando in strada non c’è nessuno. Lo sa bene Giada Mallus, 19 anni, che molto spesso prende il bus dopo il tramonto per tornare a casa a Flumini.
«Stavo tornando dalle Vele» racconta, «e come sono scesa in via Brigata Sassari alla fermata, un tizio visibilmente ubriaco, ha iniziato a seguirmi, ad avvicinarsi e a guardarmi in modo strano. Non c’era nessuno e ho avuto davvero paura. Poi sono salita a bordo ed è finita lì ma io credo che in questa zona ci vorrebbero più controlli perché non ci sentiamo più sicure. Abbiamo sentito anche di quelle ragazze che sono state inseguite da un tizio in bicicletta, pare che sia un giovane, sempre in queste strade. Non nego che ho paura anche quando sono sul pullman. Spesso c’è gente che non si comporta molto bene».
I racconti
Ma a quanto pare non succede solo di notte. «Anche nel pomeriggio, prima che aprano i negozi, le strade sono deserte», dice Roberta, studentessa, che di anni ne ha 16, «a me è successo a quell’ora. Mi si è avvicinato un uomo ubriaco e ha iniziato a infastidirmi, mi sono spaventata moltissimo non c’era verso di farlo andare via. Poi per fortuna due persone hanno notato cosa stava succedendo e lo hanno fatto allontanare. Mia sorella che esce la sera ha sempre in borsa lo spray al peperoncino, ormai se vuoi tornare a casa sana e salva non hai scelta».
Pedinamenti in bici
È da tempo che nella zona tra via Brigata Sassari, piazza Azuni e piazza Sant’Elena, fioccano le segnalazioni. Prima era un uomo incappucciato a inseguire le ragazze, poi di recente un giovane in bicicletta. «Dopo una certa ora scatta il coprifuoco» dice Alessandra Scano, 22 anni, «e tornare a casa a piedi da sola non si può. In genere se rientro tardi mi faccio sempre accompagnare perché queste strade del centro non sono affatto sicure. Ultimamente c’è questo tizio giovane che segue le ragazze in sella a una bici, siamo tutte molto preoccupate, perché magari quando ci sono iniziative c’è gente in giro, ma quando non c’è niente, è un deserto. E le strade sono anche poco illuminate».
I genitori
Molti genitori si organizzano per andare a prendere le figlie e non farle tornare da sole, come Simona Cortis, 40 anni che ammette: «Altrimenti resto con l’ansia». Non sempre però è possibile, e così capita che chi finisce di lavorare dopo mezzanotte a casa da sola ci deve tornare per forza. Sono le strade più isolate le più pericolose. Come la zona attorno al mercato civico dove di recente una donna che tornava a casa è stata scippata. E poi ci sono i gruppi di ragazzini che disturbano e provocano. La loro presenza era stata segnalata di recente dai vertici del Centro commerciale naturale di via Porcu che in un incontro in caserma avevano chiesto di ripristinare la figura del carabiniere di quartiere.
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