«Il vostro lavoro quotidiano è prezioso e fondamentale, grazie di cuore». Ci sono volute le parole di gratitudine di una madre per far emergere una storia di buona sanità: il protagonista è un dirigente medico cagliaritano del reparto di Medicina generale dell’ospedale Sirai di Carbonia, il dottor Matteo Vacca, che si è infortunato durante un concitato intervento di rianimazione di un paziente di cinquant’anni in arresto cardiaco.
L’emergenza
Il medico trentunenne, appena rientrato dopo 10 giorni di pausa forzata per via dell’infortunio, un po’ si imbarazza per il clamore per quello che lui definisce «un grande lavoro di squadra in questo mestiere che giudico il più bello del mondo, perché nulla è più emozionante di una vita che riparte. È la ricompensa più preziosa per i tanti anni di studio, per i sacrifici e per le difficoltà che si incontrano ogni giorno». Il paziente era monitorato dopo un ricovero per un’ insufficienza respiratoria già stabilizzata dai rianimatori: «Al mattino i parametri vitali erano stabili – racconta – ma poi il paziente ha desaturato e la situazione è precipitata improvvisamente: mentre i rianimatori decidevano di intubarlo si è verificato l’arresto cardiaco. La rianimatrice lo ha intubato in pochi istanti, gli infermieri e gli altri colleghi hanno portato tutti i farmaci necessari, gli oss hanno aiutato a sistemarlo per le manovre di rianimazione e ho iniziato il massaggio cardiaco».
L’emozione
Da quel momento sono trascorsi circa dieci minuti: «Non so quando mi sono fatto male. Il paziente aveva bisogno di me, io passavo in secondo piano e non scorderò mai l’emozione provata quando sul monitor è ricomparso il ritmo sinusale: era salvo». Poi il fisico del medico ha rivelato quanto sforzo ci fosse voluto: «Un dolore fortissimo alla schiena, non sentivo le gambe. – racconta – I colleghi hanno chiamato i neurologi ma per fortuna era soltanto una lombalgia dovuta alla contrattura muscolare». Per il dottor Vacca è già acqua passata «Mai mi sarei aspettato – dice - che la mamma di un paziente, in un momento così critico per il figlio, trovasse il tempo per esprimere un pensiero di gratitudine che mi ha riempito il cuore. Ho condiviso la gioia con tutti i colleghi del reparto dove lavoro sin da quando ero uno specializzando, dove il nostro primario Mauro Mantega e la viceprimario Valeria Cherchi non ci fanno mai mancare il loro supporto. Il periodo non è sicuramente dei migliori per la sanità sarda ma ciascuno di noi cerca di dare il massimo in ogni momento».
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