Il caso.

Ma San Michele è ostaggio della spazzatura 

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L’emergenza è sempre qui. A San Michele. “L’epicentro” del degrado è via Bosco Cappuccio dove gli operatori di De Vizia non fanno in tempo a ritirare i cumuli di immondizia accanto ai mastelli che 24 ore dopo ricrescono le montagne di spazzatura. Ma basta fare un giro nel quartiere per rendersi conto che il problema è diffuso: in via Meilogu in via della Tofane, in via Premuda, solo per citarne alcune strade, è sempre la stessa immagine di degrado generato dall’abbandono di rifiuti. «È ormai evidente che il decoro urbano e la gestione dei rifiuti non rappresentano, e non sono mai stati, una priorità per la Giunta Zedda», tuona Roberto Mura, consigliere di minoranza (Alleanza Sardegna). «Mentre i cittadini sono costretti a convivere con uno stato di abbandono inaccettabile, tra strade sporche e cumuli di rifiuti lasciati marcire sui marciapiedi, l’amministrazione sceglie di girarsi dall’altra parte. La gravità della situazione non risiede solo nel presente, ma nella totale mancanza di visione per il futuro. Si continua a imporre un sistema di raccolta differenziata che ha già mostrato limiti strutturali, e lo si fa con un’ostinazione preoccupante: il nuovo appalto, infatti, si preannuncia come una fotocopia di quello attuale. Accettare queste condizioni significa condannare la città a 18 anni (i 9 passati e i prossimi 9 del nuovo contratto) di inefficienza e sporcizia».

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