Calasetta.

«L’incendio ci ha tolto tutto, aiutateci» 

La comunità si mobilita per la famiglia di 9 persone rimasta senza un tetto 

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A Calasetta la solidarietà si è messa in moto con una forza che prova a contrastare una tragedia consumata in pochi, drammatici minuti. Un incendio, scatenato da un corto circuito, ha distrutto completamente la casa in cui vivevano Mario Sgroi e Bernardetta Gemmi insieme ai loro sette figli, il più piccolo di appena sei mesi e la più grande di quattordici anni. In quelle fiamme non sono andati persi soltanto muri e arredi, ma anni di sacrifici, sogni e la sicurezza di un’intera famiglia.

Il dramma

La loro abitazione, un alloggio in affitto nella ex stazione sul lungomare, era stata allestita giorno dopo giorno con fatica e dedizione. Ora non resta praticamente nulla: né mobili, né vestiti, neppure gli oggetti più semplici e indispensabili per la vita quotidiana di una famiglia numerosa. Il sindaco ha immediatamente lanciato un appello alla comunità, ricevendo una risposta commossa e concreta. «Nei prossimi giorni provvederemo a fornire di salvadanai tutte le attività commerciali di Calasetta - ha detto Antonello Puggioni - per consentire di raccogliere gli aiuti che i cittadini vorranno devolvere. Abbiamo raccolto la disponibilità di un impresa e anche singoli operai che vogliono lavorare attivamente per recuperare la casa danneggiata dalle fiamme». Nel frattempo, la famiglia è stata accolta in albergo, ma il senso di smarrimento resta profondo.

La comunità

«L'amministrazione comunale e i cittadini di Calasetta stanno facendo tutto il possibile per poter restituire alla famiglia tutto ciò di cui ha bisogno - ha detto Puggioni - per adesso rimarranno in albergo e speriamo che nel giro di due o tre settimane si possa recuperare l’appartamento, attraverso i lavori di sistemazione degli ambienti, previo rifacimento dell'impianto elettrico». Ma dietro l’organizzazione degli aiuti, resta il dolore crudo di chi ha perso tutto. «Aiutateci, per favore, abbiamo perso tutto - è quanto dice in preda alla disperazione Bernardetta Gemmi - dai mobili ai grembiuli di scuola dei miei bambini. Quella casa, dopo averla ottenuta con regolare contratto, l'avevamo completamente sistemata. Era il luogo sicuro per la nostra famiglia. Tutto bruciato in pochissimi minuti». Parole che raccontano più di qualsiasi descrizione la devastazione vissuta: il crollo improvviso di una quotidianità fatta di piccoli gesti, di abitudini, di certezze. In cinque minuti, una famiglia si è ritrovata senza niente, sospesa tra incredulità e disperazione. Da questa tragedia, emerge la forza di una comunità che non intende voltarsi dall’altra parte. Ristoranti, pizzerie e cittadini stanno offrendo aiuti concreti per affrontare i giorni più difficili, mentre è stato attivato un conto corrente (info in Comune e sui social) per chiunque voglia contribuire. In un momento in cui tutto sembra perduto, resta accesa una speranza: quella che la solidarietà riesca a restituire, almeno in parte, ciò che il fuoco ha portato via.

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