La trappola mortale nei confronti di Leonardo Mocci e dell’amico sarebbe stata imbastita due giorni prima del delitto. A tessere la trama – secondo l’ordinanza cautelare che ha portato in carcere tre dei quattro sospettati della rapina e dell’omicidio – sarebbe stato Daniel Campus. Lunedì 20 aprile, stando a quanto ricostruito dagli investigatori dei carabinieri, il 22enne quartese avrebbe proposto ai due amici l’acquisto di tre chili di hascisc (chiamata Dry) al prezzo di 10mila euro. Un affare da chiudere subito, anche se il giovane di Serramanna avrebbe preso tempo per informare l’amico di Villacidro e reperire i soldi: in quel momento, infatti, avrebbe avuto in tasca solo 200 euro. Lo stesso giorno i due ragazzi si sarebbero messi d’accordo, richiamando Campus e dicendo che erano disposti all’acquisto, ma chiedendogli di raggiungerli a Serramanna. Una proposta rifiutata dal 22enne quartese che avrebbe risposto di avere problemi di lavoro, dunque di non poterli raggiungere.
Nel pomeriggio del 22 aprile – sostengono sempre gli investigatori – a poche ore dal delitto, Campus avrebbe ricontattato gli acquirenti, dando appuntamento per le 18.30 a Quartu, ma poi spostandolo alle 22.30 circa a Monserrato. Alla fine l’orario è slittato ancora, ma il finto-venditore avrebbe anche inviato un messaggio con la posizione alle vittime con la piazza dove sarebbe dovuto avvenire lo scambio della droga con i soldi.
A questo punto l’ordinanza cautelare, firmata dalla giudice Claudia Sechi, racconta di come alcuni testimoni avrebbero ricostruito l’aggressione. Tre, o forse quattro rapinatori, avrebbero atteso nascosti, per poi accerchiare l’amico di Mocci puntandogli la pistola sulla tempia e urlandogli di consegnare i soldi. Il ragazzo di Serramanna sarebbe stato anche colpito prima allo zigomo, poi col calcio della pistola, infine con calci quando era già a terra. Quando poi il muratore di Villacidro è sceso dall’auto per aiutare l’amico, prima gli avrebbero urlato di non intromettersi, ma subito sarebbe stato colpito al petto dal proiettile sparato. A quel punto sono tutti fuggiti, compreso l’amico di Mocci che, sotto shock, avrebbe preso l’auto del muratore per scappare e lasciarlo lì. (fr.pi.)
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