Le forze militari Usa colpiscono due petroliere iraniane e scatenano l’ira di Teheran, che accusa Washington di «avventurismo capriccioso» e di «comportamento sconsiderato». Il negoziato per la chiusura del conflitto continua a navigare in acque incerte, con il rischio che salti una tregua molto precaria sotto la rinnovata minaccia di Donald Trump di dar vita a un’azione militare «con molta più forza», in caso di mancata intesa sulla sua proposta di pace.
Il pressing
L’accordo con l’Iran «potrebbe non accadere, ma potrebbe accadere da un giorno all’altro. Vogliono un accordo più di quanto lo voglia io», ha rincarato poi il tycoon, segnalando la sua crescente frustrazione per lo stallo delle trattative. Ha assicurato, ancora una volta, che Teheran «avrà molti problemi» se non firma alla chiusura delle trattative che, a suo dire, «stanno andando bene». Da Roma, invece, il segretario di Stato Marco Rubio ha ostentato prudenza e lanciato un avvertimento. «Vedremo cosa succederà, ci sarà uno sviluppo nelle prossime ore, in Iran sono frammentati ma spero davvero in una proposta seria da parte loro», ha osservato Rubio, avvertendo poi che «se qualcuno lancia i missili, non può non attendersi una risposta. Ogni nazione si deve chiedere “vogliamo normalizzare che una nazione controlli una via d’acqua?”». «E se la risposta è no», bisogna essere pronti «a qualcosa di più che parole forti».
Il premier del Qatar
Intanto si consolida l’ipotesi di un’iniziativa a trazione Francia e Regno Unito sulla riapertura a fine conflitto di Hormuz, braccio di mare strategico dove transita il 20% del greggio mondiale. Di certo gli sforzi negoziali proseguono, come i colpi sotto la cintola che rischiano di far saltare il precario cessate il fuoco. Il vicepresidente americano JD Vance ha incontrato alla Casa Bianca il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani: in agenda la discussione dei negoziati in corso con l’Iran. I qatarini, come ha ricordato Axios, rappresentano un canale di comunicazione riservato fondamentale tra Stati Uniti e Iran. Sotto il profilo delle schermaglie, invece, la Marina iraniana ha sequestrato con «un’operazione speciale» una petroliera, identificata come la Ocean Koi, accusata di aver tentato di ostacolare le esportazioni di petrolio e gli interessi nazionali dell’Iran, secondo l’agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai pasdaran.
Piazza Rossa
E se nel Golfo l’accordo stenta, Trump annuncia su Truth una tregua di tre giorni tra Russia e Ucraina in occasione del Giorno della Vittoria sul nazifascismo: da oggi le armi dovrebbero tacere almeno fino all’11 maggio. Ma il tycoon spera che questo cessate il fuoco «segni l’inizio della fine» della guerra, rivendica di aver chiesto personalmente a Putin e Zelensky di compiere questo passo e spiega che la tregua prevede lo scambio di mille prigionieri per parte. Cauto il leader ucraino: «Vedremo se i russi la rispettano oppure agiremo di conseguenza. Gli Stati Uniti si facciano garanti». La svolta - dopo la tregua unilaterale di due giorni annunciata inizialmente da Mosca - arriva alla vigilia della tradizionale parata sulla Piazza Rossa. Un evento quest’anno sotto tono proprio per il timore di droni ucraini. Ma Zelensky, dopo l'annuncio di Trump, ha dato ordine di non attaccare le celebrazioni russe.
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