La linea di Fabio Pisacane, da quando è diventato allenatore in prima squadra, è chiara: non commentare gli episodi arbitrali. Decide di seguirla anche dopo la discutibile scelta del direttore di gara Colombo, che non ha fermato il gioco nonostante la pallonata in testa ricevuta da Deiola sull’azione che ha portato al gol del 2-1. «L’episodio parla in modo chiaro, però eviterei di fare polemica», l’unica frase che si lascia scappare prima di mantenere una certa diplomazia. «Come ho detto dallo scorso anno non parlo di questi episodi, tutto quello che ha fatto l’arbitro era in buona fede. È stato un peccato prendere gol, mi concentrerei su quello perché ha determinato le sorti della gara. Andiamo avanti».
In discesa
Lazio-Cagliari è la quarta sconfitta consecutiva dei rossoblù, che non vincono dal 19 settembre. Un calo evidente rispetto a un inizio di stagione super, ma Pisacane non vuole che venga cancellato tutto quanto di buono fatto fino al Monza: «Ai nastri di partenza chi pensava che il Cagliari avrebbe fatto 13 punti nelle prime sei giornate? Dobbiamo stare calmi, sapevamo che ci sarebbero stati dei momenti così». Anzi, secondo lui ieri all’Olimpico si è visto un netto passo avanti: «Bisogna rimanere lucidi, abbiamo lasciato tutto sul campo e ho ritrovato quello spirito che mancava da prima di Monza. Sia lì sia negli ultimi dieci minuti contro la Roma avevo visto qualcosa che non ci appartiene, ora ho rivisto la mia squadra».
Le difficoltà
Sabato, prima di fermarsi per una nuova sosta per le nazionali, il Cagliari riceverà la sorpresa Frosinone (sesto in classifica), poi riprenderà contro Como (a oggi quarto) e Milan (attualmente quinto). Un trittico di partite complicato. «Le squadre però non puoi cancellarle dal calendario, così come ci giochiamo noi lo fanno anche gli altri», sottolinea Pisacane. «Se aggiungiamo la frustrazione sulle spalle dei ragazzi stiamo andando fuori strada, il dato oggettivo è quello di una squadra giovane che ha qualità: abbiamo tutti i mezzi per raggiungere il nostro obiettivo». Che, ovviamente, è la salvezza e – in attesa dei posticipi di stasera – vede il Cagliari a +8 sulla zona retrocessione.
Scelte in corsa
Al 32’, dopo l’infortunio di Fadera, Pisacane ha scelto Kofler anziché un centrocampista oppure Mina, rimasto in panchina per tutta la partita. «Yerry è un giocatore come tutti gli altri, chi è entrato ha fatto bene: trovo provocatorio chiedermi di lui», taglia corto il tecnico, che non entra nello specifico dell’esclusione del colombiano. Mentre, invece, è più chiaro quando si tratta di spiegare perché preferisca usare Maldini dietro la punta, anziché da centravanti come fatto lo scorso anno proprio dalla Lazio. «Può ricoprire tutte le posizioni sul fronte offensivo. Ho tre attaccanti di ruolo, devo sapere come valutarli e valorizzarli. Mi sembra prematuro, dopo dieci partite, mettere lui falso nueve: non sarebbe giusto nei confronti del club e dei giocatori».
Necessità di ripresa
Il Cagliari deve lasciare da parte questo periodo di sole sconfitte, per resettare tutto e arrivare al meglio al match con il Frosinone. Dove, magari, potrà rivedersi Winks recuperato ma solo per la panchina («È fondamentale, ma tutti gli altri hanno fatto la loro partita»). Quello che Pisacane vuole, però, lo sta ricevendo: «La squadra deve continuare a fare quello che sta facendo, è un percorso chiaro e il progetto tecnico vede che ci divertiamo e facciamo giocare i giovani. E aver finito con Trepy, Mendy e Kofler è un segnale».
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