Siria.

Le suore Francescane Missionarie lasciano Aleppo 

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Damasco. Dopo più di un secolo di presenza ininterrotta le suore Francescane Missionarie di Maria hanno lasciato Aleppo, metropoli del nord della Siria, cedendo per tre anni ai salesiani il convento e la scuola del quartiere Sabil, un addio che la congregazione presenta come una semplice riorganizzazione interna ma che la comunità cristiana della città, ridotta a un decimo di quella di prima della guerra, legge come l’ennesimo segnale di una presenza avviata all’estinzione già prima del cambio di regime di fine 2024. La notizia, circolata con una messa di ringraziamento e amplificata da immagini della partenza poi rivelatesi false perché generate con l’intelligenza artificiale, ha riacceso sui social un dibattito che va oltre la sorte di un singolo ordine.

Per Fadi Hallisso, intellettuale cristiano di Aleppo, ex religioso gesuita e fondatore della ong Basmeh wa Zeitooneh, la città era “la capitale cattolica” della Siria, sede storica di quasi tutte le missioni. «La comunità cristiana di Aleppo sta morendo - avverte - e temo che nemmeno le soluzioni d’emergenza diano più risultati». Oggi chiudono le francescane, ricorda, «e nei prossimi mesi toccherà ai gesuiti». La versione ufficiale respinge ogni lettura politica: la consigliera regionale dell’ordine per il Medio Oriente, suor Pierrette Jabbur, e il vicario apostolico dei latini in Siria, monsignor Hanna Jalluf, parlano di una decisione maturata nel capitolo dal 2018 e dettata dal calo delle vocazioni. E smentiscono ogni legame con la recente visita a Damasco del presidente francese Emmanuel Macron, che aveva promesso il sostegno di Parigi alla riapertura delle scuole cristiane.

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