Agenas: tempi lunghi per le prime visite. Cappellacci (FI): tra le 4 Regioni in regressione. Todde: migliorati nella diagnostica

I dati sulle liste d’attesa,  l’Isola peggiora ancora Scontro in Consiglio 

Dalla Giunta 3 milioni per l’abbattimento ma la commissione ferma la delibera 

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Sardegna ancora tra le peggiori Regioni d’Italia nella gestione delle liste d’attesa. «Colonscopie, gastroscopie e interventi di cataratta saranno le prime prestazioni su cui la Regione concentrerà gli interventi per ridurle», ha spiegato ieri in commissione Sanità, sulla base del monitoraggio avviato dall’assessorato attraverso la piattaforma nazionale, la presidente della Regione Alessandra Todde. Un'audizione programmata proprio nel giorno in cui Agenas ha diffuso il Bollettino sull'andamento delle liste di attesa a livello nazionale.

I dati

La Sardegna è regredita sul fronte dei tempi per le prime visite (passando dal 69,2% del primo semestre 2025 al 64,1% del primo semestre 2026) ma ha registrato un miglioramento sugli esami diagnostici (dal 73,7% al 78,3%). Pressoché invariata, invece, la percentuale di prescrizioni in classe P (programmabile entro 120 gg): dal 48,2% al 48,1%. Ad ogni modo, ha dichiarato il presidente della commissione Salute alla Camera Ugo Cappellacci (Forza Italia), «mentre nella maggior parte dei casi migliorano i tempi di accesso alle prestazioni sanitarie, l’Isola continua a perdere terreno sulle prime visite specialistiche. Non si tratta di opinioni o di propaganda politica: sono i dati ufficiali del nuovo Bollettino Agenas». Infatti, aggiunge, «la Sardegna è una delle sole quattro realtà indicate tra quelle in peggioramento e si trova ormai oltre 14 punti sotto la media italiana». Per il collega deputato Pietro Pittalis (FI) «il disastro compiuto nella sanità è certificato dai numeri agghiaccianti che emergono dal bollettino Agenas». Ma la presidente Todde racconta una storia diversa: «Emerge un quadro articolato, in cui si registrano segnali di miglioramento (nell’area diagnostica e per le prestazioni Programmate), alcune criticità ancora presenti e i primi effetti delle azioni correttive avviate dall’assessorato negli ultimi mesi».

Parere rinviato

Ieri il parlamentino del Consiglio regionale era chiamato a esprimere il parere sulla delibera di Giunta che stanzia 3 milioni, in attuazione di una legge approvata dall’Aula dieci mesi fa, per la riduzione dei tempi di attesa nella specialistica ambulatoriale. Il parere è stato rinviato perché il provvedimento licenziato dall’Assemblea prevedeva l’acquisto di prestazioni dai privati anche per risonanza magnetica, mammografia e tomografia computerizzata, e non solo – come indicato in delibera per colonscopie, gastroscopie e cataratta. Sulle ultime tre – ha però osservato Todde - vediamo che ci sono indici di sofferenza molto maggiori: sarebbe stato irresponsabile da parte nostra non portare delle evidenze numeriche». La questione della discordanza della delibera rispetto alle indicazioni del Consiglio è stata sollevata dal capogruppo di Fdi Paolo Truzzu: «Penso che sia molto grave che la Giunta modifichi le disposizioni che sono state fatte a settembre del 2025. Una scelta che lede il ruolo del Consiglio». Ma questo, secondo Todde, «non vuol dire assolutamente che gli altri esami non abbiano delle liste d'attesa o che non debbano essere portati avanti. Ma, avendo a disposizione 3 milioni di euro e avendo degli indici di sofferenza evidentemente più elevati su queste prestazioni, abbiamo fatto questa proposta».

Emergenza colonscopie

Il monitoraggio dei dati continuerà anche nei prossimi mesi e costituirà la base per le future decisioni. Tra le prestazioni più problematiche, le colonscopie, «per cui più si lamentano le persone e, oggettivamente, guardando i numeri, sono forse le liste rimaste più indietro».

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