Ambasciatori dell’Isola presso la grande tribù della Taranta. Portano in dono l’antico respiro sonoro e un organetto travessu. Pierpaolo Vacca e il tenore Supramonte di Orgosolo sono gli inviati dall’Isola alla Notte della Taranta, in Salento, il più grande festival di musica popolare d'Italia e d'Europa. La kermesse prevede decine di tappe nei borghi della Grecìa Salentina prima del concerto finale di Melpignano.
Suoni e balli
Il musicista di Ovodda si dice felice dell’invito: «Sono onorato di poter presenziare al festival itinerante della Notte della Taranta nella tappa di Sogliano Cavour. Sarà un concerto originale che mi vedrà in scena con una coppia di ballo tradizionale di Ovodda». Il Salento è terra di vento e incontri. Con l’organettista saranno sul palco anche i ballerini Giovanni e Michela Vacca. Oltre ai brani della tradizione Pierpaolo Vacca presenterà L’ultimo progetto discografico "Travessu". Tradizione ed elettronica per questo Hendrix dell’Orohole con i piedi ben saldi in terra e la testa piena di musica.
La voce dei murales
Il Tenore Supramonte porta in dote la pura vocalità del paese dei murales. Il Tenore, oggi costituito in associazione, è attivo dagli anni ‘50 ed è forse il più longevo dell’Isola. La formazione attuale è composta da Franco Davoli (vohe), Ananio Manca (contra), Ciriaco Buesca, (bassu), Antonio Garippa (mesu vohe). Con loro i ballerini Gian Roberto Succu, Rosanna Davoli. «Negli ultimi dieci anni, dopo il riconoscimento Unesco, il canto ha preso valore e fama – spiega il rappresentante Mario Fossati – Sono molto interessati al nostro modo di cantare. Portiamo in giro per il mondo la nostra storia, spieghiamo e raccontiamo le poesie e i suoni. Da poco siamo stati in Thailandia, nelle Università e nelle scuole superiori».
Tra i punti d’orgoglio la pubblicazione nel 2017 del libro, Il Tenore di Orgosolo, con rare e introvabili incisioni dal ‘55 al ‘61. Alla Taranta gli orgolesi arrivano con entusiamo. «Per noi è molto importante perché è ci confrontiamo con tanti altri modi di cantare e di ballare».
La festa
Il Festival Itinerante 2026 de La Notte della Taranta, dal 30 luglio al 19 agosto e sceglie “Le vie del Mediterraneo” come titolo e filo conduttore. Un viaggio aperto all’incontro: accanto alle sonorità salentine, a risuonare sui palcoscenici del Festival sono le lingue minoritarie e i suoni dell’Aspromonte, le musiche dalla Sicilia, dalla Sardegna, dall’Albania e dal Marocco. Venti tappe fino a Melpignano con Ermal Meta Maestro concertatore e le coreografie di Fredy Franzutti. «Il Festival Itinerante porta nelle piazze del Salento l’idea del Mediterraneo come spazio condiviso, “non una civiltà, ma mille civiltà sovrapposte”, come scriveva Fernand Braudel - ha detto il presidente della Fondazione La Notte della Taranta Massimo Bray - . In un tempo segnato dai conflitti, la cultura e la musica possono opporre alla logica della forza un’altra forza: quella della cooperazione, del rispetto e del riconoscimento di una comune umanità».
Con Le vie del Mediterraneo La Notte della Taranta riafferma la propria vocazione a fare della musica «un linguaggio di pace e relazione, una storia fatta di molte voci».
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