San Benedetto.

Le ruspe entrano al mercato 

In azione entro fine mese. L’assessore Marcialis: lavori nei tempi 

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La lunga fase preparatoria è finita: il cantiere del nuovo mercato di San Benedetto entra finalmente nella sua fase visibile (e decisiva). La prossima settimana, al più tardi comunque entro la fine del mese, arriveranno le ruspe che demoliranno le porzioni centrali della struttura. Significa tre-quattro mesi prima di cominciare a ricostruire. Significa, che «i lavori per la riqualificazione procedono secondo il cronoprogramma», rassicura l’assessore alle opere pubbliche Yuri Marcialis. E, dunque, salvo imprevisti, tra un anno, o giù di lì, il nuovo mercato potrà essere inaugurato. Ma le opposizioni a Palazzo Bacaredda chiedono maggiori certezze: «San Benedetto rischia di diventare il simbolo della città dei rendering», denuncia Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Si annunciano grandi trasformazioni, si producono immagini suggestive ma poi cittadini misurano la realtà sui cantieri, sui tempi, sui parcheggi soppressi, sui disagi e sulla saracinesche abbassate», aggiunge.

Fine della fase uno

Dopo più di un anno di bonifiche, verifiche tecniche, messa in sicurezza degli spazi, lavori sui sottoservizi, il progetto entra ora nella fase più delicata. «Enel ha ormai quasi completato gli interventi necessari, parallelamente il Ctm ha operato nelle prime ore del mattino e nei fine settimana per finalizzare i collegamenti della rete filoviaria ai nuovi pali predisposti dal Comune, limitando il più possibile i disagi alla circolazione e al servizio di trasporto pubblico. Conclusa questa fase», sottolinea l’assessore Marcialis, «con le demolizioni si darà avvio alla fase più visibile dell’intervento».

Polemiche

Le opposizioni, raccogliendo le preoccupazioni dei residenti e alcuni operatori di San Benedetto, chiedono certezze. «Questo mercato è un pezzo dell'identità cittadina, è economia reale, è lavoro quotidiano, è il rapporto tra Cagliari e il suo commercio storico e proprio per questo non può essere gestito con comunicati rassicuranti e formule generica», spiega Giuseppe Farris. «I cittadini stanno sopportando disagi e il quartiere vive una fase complicata, a questo punto l'amministrazione deve dire con chiarezza a che punto siamo davvero, quale lavorazioni sono state completate e quali devono ancora partire: il cronoprogramma originario di due anni circa è rispettato oppure no? I costi sono rimasti invariati? Cagliari ha diritto a numeri date e responsabilità. L’auspicio è che non sia l'ennesima fabbrica di Sant'Anna di questa città», aggiunge. Più di un dubbio lo solleva anche Pierluigi Mannino, capogruppo di FdI: «Il cronoprogramma ufficiale del mercato di San Benedetto fissa la riapertura al 1° luglio 2027, data non casuale perché coincide con i 70 anni della struttura. Peccato che le demolizioni inizino solo adesso, a poco più di 12 mesi da quella scadenza. Un timing che definire ambizioso è un eufemismo. Più probabilmente siamo di fronte all’ennesima applicazione del cronoprogramma più puntuale di Cagliari: quello del rinvio. In materia abbiamo un master, e la metro leggera è la nostra relatrice di tesi. Nulla vieta però di festeggiare il 1° luglio 2027 come previsto. Torta, candeline e brindisi direttamente tra le macerie: il mercato spegne 70 candeline anche senza tetto. Del resto, se i cantieri sono in ritardo, l’ottimismo a Cagliari è sempre in anticipo sulla tabella di marcia».

I parcheggi

Nei giorni scorsi è rimontata la polemica dei residenti sui parcheggi attorno al mercato: di fronte ai lavori dell’impresa che sta operando all’interno della struttura, in molti si sono chiesti per quale motivo l’amministrazione non abbia consentito ( e non consenta) l’utilizzo degli stalli a ridosso del mercato. «Si ricorda che le aree destinate al cantiere, nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza, non possono essere utilizzate come parcheggi», risponde l’assessore Marcialis. «Tuttavia, la disponibilità complessiva di posti auto nell'area è aumentata grazie ai nuovi stalli realizzati in via Sant'Alenixedda, alla riorganizzazione degli spazi in piazza Giovanni XXIII e alla presenza dei parcheggi in struttura già disponibili nella zona». Polemica chiusa, quindi.

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