Donori.

Lavori non finiti, fondi Pnrr a rischio 

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Lavori in ritardo e fondi Pnrr a rischio. A Donori è corsa contro il tempo per evitare di perdere il finanziamento da 3,85 milioni di euro ottenuto nel 2023 per la riqualificazione del polo scolastico di via Dante. Il termine ultimo per la conclusione dei lavori è fissato al 30 giugno prossimo. Difficile che venga rispettato: a oggi, l’impresa aggiudicataria ha concluso l’80% degli interventi con la certificazione di 14 stati di avanzamento. «Un risultato non coerente con il cronoprogramma aggiornato e significativamente distante dal completamento delle opere entro i termini utili», si legge nella delibera approvata, nei giorni scorsi, dalla giunta comunale con la quale si è dato incarico a un legale per la tutela degli interessi dell’amministrazione. Passo obbligato dopo i ripetuti tentativi, andati a vuoto, di arrivare a un accordo bonario con l’impresa.

La mancata conclusione dei lavori e l’assenza di una rendicontazione puntuale mette a serio rischio l’equilibrio finanziario dell’ente che, per cofinanziare la riqualificazione del polo scolastico, ha contratto un mutuo di un milione e 87mila euro con Cassa Depositi e prestiti. Sulla vicenda interviene la minoranza in Consiglio comunale. «Gli atti approvati dalla Giunta comunale confermano ciò che molti cittadini temevano», affermano i consiglieri di opposizione Salvatorangelo Piredda, Gino Stocchino, Maurizio Deiana e Michael Meloni, «il cantiere di via Dante è in ritardo, i lavori sono fermi e il bilancio del Comune a rischio». Una situazione delicata che richiede, secondo l’opposizione, trasparenza e partecipazione: «Avevamo contestato da subito questo megaprogetto, avremmo preferito un intervento di restauro più sostenibile. Chiediamo la convocazione di un’assemblea pubblica per affrontare la questione, non per creare tensione ma per ricostruire fiducia. Il paese deve essere coinvolto per capire».

Il sindaco Maurizio Meloni preferisce non replicare: «Chi solleva rilievi dovrebbe farlo in Consiglio comunale dove invece non si apre bocca. Non voglio alimentare polemiche a mezzo stampa. La discussione su questioni così delicate va fatta nelle sedi opportune».

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