Ieri sera era prevista la discussione in Consiglio sullo stadio, proprio a seguito dell’incontro con l’Uefa. Ma, alla fine, si è parlato di altro (tra le proteste in Aula) e il tutto è slittato.
Dall’opposizione, il consigliere Giuseppe Farris (CiViCa 2024) sabato scorso ha presentato una serie di osservazioni critiche sul progetto, indicando cifre ben diverse sul canone: minimo 785mila euro, citando il diritto comunitario e i ricavi previsti. «L’assessore Macciotta ci aveva detto che si era rivolto a un perito per sapere l’entità del canone», ricorda Farris. «Da un accesso agli atti che ho fatto, è emerso che l’incarico è stato conferito al perito il 27 marzo, ossia dopo che Macciotta era intervenuto in Aula, e che il parere ancora non è pervenuto. Non si sa quindi su quali valutazioni sia stata stabilita questa cifra: la Giunta si è accordata col Cagliari, ma tramite un parere che ancora non c’è».
Edoardo Tocco, capogruppo di Forza Italia in Consiglio, ritiene invece che 150mila euro per il canone siano congrui. «Questa cifra l’avevo prevista», ricorda. «Ci dispiace che la discussione in Aula non sia potuta avvenire e mi auspico che presto ci sia un incontro coi vertici del Cagliari Calcio: è corretto che si presentino, il Consiglio è sovrano. Da anni aspettiamo il nuovo stadio, adesso vigileremo sull’andamento dell’iter. Ma l’augurio è che finalmente parta la realizzazione dell’opera».
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