La protesta.

Diesel e benzina alle stelle, gli agenti di commercio sardi: «In un anno 4mila euro in più» 

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L’ultimo grido d’allarme parte da Cagliari ma si estende rapidamente in tutta l’isola: «La situazione è drammatica, non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni», spiega Bruno Pinna, referente regionale di Usarci, l’Unione sindacati agenti di commercio. Si aggiunge all’appello accorato lanciato dal presidente della Fnaarc Confcommercio Sud Sardegna Giuliano Cadoni: «La situazione è insostenibile. Servono interventi urgenti».

Mentre i tir si preparano a spegnere i motori dal 20 al 25 aprile, il caro carburante continua a far discutere e a mettere a rischio la tenuta di altre categorie occupazionali: «Non si può aspettare oltre. Chi di dovere agisca immediatamente».

Costi alle stelle

Il principio di base è chiarissimo: crescono i prezzi di gasolio e benzina e aumenta proporzionalmente il malumore. I circa diecimila agenti di commercio sardi viaggiano su una media di circa 60mila chilometri all’anno. I conti in tasca li fa Pinna: «Il consumo stimato per dodici mesi di lavoro si aggira sui 4.500 litri di gasolio. Con il prezzo che non scende sotto i due euro arriveremo a dover spendere oltre 4mila euro in più: una cifra inaccettabile, ancor più in un clima di rincari generalizzati che gravano pesantemente sulle tasche di ognuno. Senza contare l’aumento dei costi legati ai mezzi: tagliando, manutenzione e gomme». E si torna ai numeri: «Parliamo di rincari che vanno a incidere pesantemente sul fatturato medio lordo di ogni agente di commercio per circa il 25 per cento. Siamo letteralmente in ginocchio e, senza un intervento immediato della politica, la situazione potrà soltanto peggiorare. Basta promesse e parole: è tempo di mettere in campo azioni concrete per salvare la categoria».

Interventi urgenti

Sulla questione interviene anche la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio di Confcommercio Sud Sardegna: «La situazione – sottolinea il presidente Cadoni – è drammatica. Il gasolio è completamente a carico dell’agente di commercio, e passare da 1,65 euro a 2,10 euro al litro significa un aumento di circa il 30 per cento dei costi, che si somma al rincaro delle materie prime e alle difficoltà del mercato. È una realtà che stiamo vivendo qui nel Sud Sardegna ma che riguarda tutta Italia», evidenzia. «Si continua a parlare di possibili interventi e calmierazioni ma la verità è che, a oggi, gli agenti di commercio stanno pagando sempre di più. I proclami si moltiplicano, ma nei fatti i costi aumentano e restano interamente sulle nostre spalle. Per noi il carburante non è una voce accessoria: è uno strumento di lavoro indispensabile». Infine l’appello: «Chiediamo alla politica di intervenire rapidamente con strumenti reali, non annunci, che possano alleggerire il peso dei costi del carburante e garantire condizioni di lavoro sostenibili per gli agenti di commercio, che rappresentano un anello fondamentale della rete economica e commerciale del Paese».

Ieri il sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicava per la Sardegna un prezzo medio di 2,082 euro al litro per il gasolio in modalità self-service, mentre quello della benzina era pari a 1,752 euro al litro.

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