Agricoltura.

Olivicoltura sarda, stagione nera 

Produzione più che dimezzata in due anni, Coldiretti: «Sostegni per le aziende» 

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Una stagione segnata da numeri impietosi e da ricadute pesanti sui conti delle aziende. L’olivicoltura sarda esce profondamente provata dall’ultima campagna olearia: il crollo produttivo è superiore al 43% rispetto alla stagione 2023/24 e addirittura del 56% rispetto all’annata precedente, che segnava buoni livelli di produzione. Uno spaccato preoccupante: meno olive e meno olio per i consumatori, meno reddito per le aziende.

Le richieste

La riduzione di fatturato è pesante e Coldiretti Sardegna caldeggia interventi urgenti a sostegno del comparto, a partire dal riconoscimento formale dell’evento climatico avverso che ha caratterizzato l’intera campagna produttiva olivicola 2025/2026 su tutto il territorio regionale, così da poter attivare strumenti straordinari di sostegno per le aziende colpite dalle ingenti perdite di produzione. Tra le richieste avanzate vi è anche l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa nazionale in materia di calamità naturali, a partire dal decreto legislativo n. 102 del 29 marzo 2004, affiancati da specifiche misure regionali di ristoro.

Coldiretti ribadisce quindi la gravità della situazione e l’urgenza di interventi concreti per sostenere le imprese olivicole, rendendosi disponibile a fornire ulteriori elementi utili per una piena valutazione del quadro.

Il confronto

Se nella stagione 2022/23 la Sardegna aveva prodotto 43.711 tonnellate di olive, con una resa media di circa 1,08 tonnellate per ettaro su una superficie olivetata di 40.557 ettari, nell’annata corrente la produzione si è fermata a 19.061 tonnellate, facendo scendere la resa media a 0,46 tonnellate per ettaro. Un calo drastico che si riflette anche sulla produzione di olio. Numeri che confermano un trend negativo, aggravato da stagioni climaticamente avverse, e che mette sotto pressione il comparto, comprese le oltre mille aziende aderenti ad Apos, realtà che rappresenta un punto di riferimento per il settore olivicolo sardo, con un fatturato superiore al milione di euro, confermato anche per il 2025.

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