Il caso

«Aeroporti, la Regione non conterà nulla» 

Centrodestra all’attacco: con il 9% delle quote è ridotta al ruolo di maggiordomo 

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Un’operazione condotta «senza trasparenza», con un Term Sheet - l’accordo non vincolante tra le parti - in cui non è contemplata «alcuna gestione né strategia pubblica». Centrodestra all’attacco della Giunta Todde dopo il primo via libera (con delibera del 16 marzo) al processo di fusione degli aeroporti sardi che dovrebbe portare alla nascita della holding (la Regione parteciperà col 9% delle quote grazie a un investimento di trenta milioni di euro da stanziare nella prossima variazione di bilancio da 750 milioni) per la gestione della rete unica degli scali, con quello di Cagliari che si aggiungerebbe a Olbia e Alghero.

«Accordo riservato»

Dalla presidenza della Regione, i capigruppo dell’opposizione hanno ricevuto copia del documento con il Term Sheet sull’integrazione industriale dei tre aeroporti solo due giorni fa, in seguito alla richiesta di accesso agli atti presentata da Paolo Truzzu (FdI). Nella nota firmata da Alessandra Todde si legge che «la documentazione potrà essere messa a disposizione di tutti i consiglieri regionali ai fini dell’espletamento del proprio mandato», ma anche che «il Term Sheet ha carattere riservato e confidenziale».

«Copie per tutti»

Nonostante questo, ieri i presidenti dei gruppi di minoranza hanno fatto avere copia dell’accordo alla stampa. Infatti, ha chiarito Truzzu, «considerato che la presidente esercita una funzione pubblica, e che gli atti della Giunta sono nell’interesse di tutti i cittadini, ho deciso di mettere i documenti a disposizione di tutti perché l’interesse dei sardi è superiore a quello delle società che stanno chiudendo questo accordo. E se dovessi incorrere in qualche reato, chiedo di essere denunciato così da affrontare la questione davanti a un tribunale». Truzzu ha parlato di un’intesa «tra privati a cui la Regione si sta associando con scarsa trasparenza, senza aver condiviso prima con il Consiglio regionale e con i sardi questa operazione». Regione che, oltretutto, «ha solo un ruolo minoritario, sarà il maggiordomo all’interno della società perché ha solo il 9% delle quote, senza alcuna capacità di indirizzare le scelte che saranno fatte sul sistema degli aeroporti». Per Angelo Cocciu (FI) «questa è solo una grandissima operazione commerciale: noi non interessano operazioni del genere, ci interessa piuttosto portare in Sardegna milioni di passeggeri».

«Privatizzazione vera»

Umberto Ticca (Riformatori) ha fatto notare che «da questo impegno emerge come venga tutelato l’interesse privato e tutti i contenziosi siano congelati». Insomma, «si tratta di una privatizzazione fatta senza gara, senza evidenza pubblica e senza emergenze da arginare. Si poteva lavorare alla rete degli scali senza ricorrere a operazioni del genere». Non solo: «Da nessuna parte c’è scritto che gli utili saranno reinvestiti in Sardegna». Stefano Tunis (Sardegna al centro 20Venti) ha evidenziato un dato. Nel Term Sheet c’è scritto che «la NewCo Privati assumerà l’impegno di non vendere la partecipazione nella Holding fino al 31 dicembre 2028». Questo vuol dire che «dal 2029 il fondo può alienare le proprie quote a chiunque». Alla conferenza delle opposizioni ha partecipato anche Antonio Moro che, da assessore ai Trasporti nella precedente legislatura di centrodestra, aveva presentato ricorso contro la fusione degli scali di Alghero e Olbia. «Questo accordo relega la Regione a un ruolo di socio ornamentale in questa operazione di privatizzazione mascherata dei cieli e degli aeroporti della Sardegna». Inoltre, «la rinuncia a proseguire nelle vertenze giudiziarie significa che la Regione abdica al suo ruolo di salvaguardia della legalità e dell’interesse pubblico di cui è portatrice nelle società di gestione aeroportuali».

La difesa

Ha replicato al centrodestra il presidente della commissione Trasporti Roberto Li Gioi (M5S): «La gestione unitaria del servizio aeroportuale sarà fondamentale affinché la Sardegna si presenti come unico player davanti agli operatori mondiali». Quanto alla partecipazione con una quota del 9%, «servirà a gestire l’attività aerea dell’Isola, siamo certi che questa percentuale basterà».

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