L’emergenza.

La strage sul lavoro: 5 vittime in un giorno «Peggio del 2025» 

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È uno stillicidio che non accenna a fermarsi, quello delle morti sul lavoro in Italia: ieri una giornata tragica con cinque vittime in altrettanti episodi, senza distinzione tra Nord e Sud, tra grandi e piccole aziende. E una sesta vittima è spirata in ospedale, a distanza di cinque giorni dall'incidente. Una strage che quest'anno ha raggiunto e superato quota 700, secondo i dati Inail, e circa 404.809 denunce totali di infortuni in occasione lavorativa, in aumento del 5,4% rispetto all'anno scorso.

L'evento più tragico è avvenuto all'interno dello stabilimento Fincantieri di Porto Marghera (Venezia), dove un operaio romeno di 34 anni è morto dopo un malore mentre era in una nave in costruzione. Fincantieri ha espresso «profondo cordoglio» e sospeso tutte le attività produttive. Gli esperti del Nucleo batteriologico-chimico dei Vigili del fuoco hanno effettuato misurazioni e campionamenti e l'area è stata posta sotto sequestro.

A San Nicolò, in provincia di Piacenza, un operaio di 54 anni è morto dopo essere stato investito da un’auto in manovra mentre, in un tombino sulla strada, effettuava la lettura di alcuni contatori dell'acqua. Un altro operaio, 57enne, è stato schiacciato dal braccio metallico di una gru a Trecate (Novara). Il quarto incidente mortale è avvenuto a San Leucio di Sannio (Benevent): un giovane extracomunitario è precipitato da una scala all'interno di una ditta che lavora gli inerti della frantumazione del pietrisco. Infine a Casarano (Lecce) è morto schiacciato da un cancello scorrevole il titolare di una ditta edile, Rushani Bashkim, 61 anni, nato a Durazzo (Albania) ma residente in Puglia.

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