Il Premios Latino 2025 a Madrid a novembre come un punto d’arrivo e rivincita personale. Cristian Toppeta, cantante di Selargius, è salito infatti sul palco del Teatro Infanta Isabel: «È stato molto più di un riconoscimento artistico. Dietro ogni conquista ci sono sacrifici, viaggi, lontananza e scelte», dice. Per lui quel premio è la prova che la strada seguita, spesso controcorrente, non è stata inutile. «Ho sentito dire che non ero capace. Ma proprio quelle parole pesanti mi hanno dato la forza di continuare. Quando hai una visione chiara devi proteggerla». Ricevere il titolo di “Mejor ejecución en producción musical en canción Pop Latino en España” è stato come sentire una conferma: «La determinazione, la disciplina e l’autenticità prima o poi vengono riconosciute. È come un messaggio sussurrato: continua così, sei sulla strada giusta».
«Un grande abbraccio»
A rendere quel momento ancora più intenso è stata la presenza dei suoi genitori a Madrid. Un’immagine che ha trasformato anni di incomprensioni. «Quando ero bambino, mio padre mi diceva di smetterla di “urlare”, che la musica non mi avrebbe dato da mangiare», racconta. «Non per cattiveria, ma per paura». Ritrovarli in platea durante la premiazione ha significato molto più di un supporto simbolico: «È stato un abbraccio dopo anni. La loro emozione mi ha fatto capire quanto lontano fossi arrivato e quanto quelle frizioni iniziali avessero costruito la mia determinazione. Quel premio era anche per loro». Nella memoria di Toppeta – arrivato in televisione con “X Factor” nel 2018 – restano vivissimi anche i primi grandi palchi. «Aprire i concerti di Daddy Yankee e Nicky Jam in Sardegna è stato come affacciarsi per la prima volta su un palco internazionale… ma a casa mia», racconta. La notte insonne prima dell’evento, la tensione, l’orgoglio di rappresentare la sua isola davanti a migliaia di persone: momenti che gli hanno cambiato il percorso. «Lì ho capito che volevo portare la musica latina nella mia carriera».
L’Isola
Oggi la sua vita artistica si divide tra l’estero e l’isola delle radici. «La Sardegna è la mia base emotiva. Lavoro fuori, tra progetti discografici e performance sulle navi da crociera, ma l’energia che sento quando torno non la trovo da nessun’altra parte». Le sue origini restano. «Una delle mie prime canzoni si chiama “Terra Mia”. Anche quando sono altrove, la Sardegna continua a cantare dentro di me».
I nuovi traguardi
Guarda avanti. Dopo “Me falta tu amor” e “Porque te fuiste”, è in arrivo un nuovo brano. «Uscirà il 17 gennaio. Sarà autobiografico, romantico, prodotto in Spagna. Farà ballare in modo più intimo», anticipa. Il pezzo farà parte di un EP, un diario musicale di questa fase della sua vita. Accanto al percorso artistico, sta nascendo anche un progetto. «Ho creato El Toppeta Records per restituire ciò che ho imparato. Vorrei aiutare giovani artisti che non hanno trovato la forza o l’ambiente giusto per emergere. Voglio offrire un punto di partenza e dimostrare che un percorso alternativo è possibile, anche quando sembra difficile».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
