Eccellenza.

La prima volta dell’Ossese 

Bianconeri mai in Serie D: la grande festa di paese e tifosi 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Ossi. Finalmente la D. La lettera, e la categoria, a lungo inseguita è diventata realtà. Si può pronunciare e anche vedere nelle vie del centro a pochi chilometri da Sassari, da due giorni addobbate di bianconero e bandiere a scacchi degli stessi colori. La chiocciola, simbolo della società, è arrivata al traguardo dopo una rincorsa infinita, una stagione sofferta e tanti tentativi per raggiungerla andati a vuoto negli ultimi anni.

La stagione

La Serie D è arrivata con un turno d’anticipo, al termine di 90’ al cardiopalma contro una Ferrini indomita. Per un attimo sugli spalti si era pensato al peggio vedendo l’ex Vinci firmare lo 0-1, su un rigore dubbio, o il secondo giallo sventolato a Nurra. La tensione si tagliava a fette. Poi i veterani Gueli e Saba hanno preso per mano i compagni portandoli sul 3-1 e ad attendere il risultato dell’Ilvamaddalena, seconda a -1. E quando l’1-0 per il Villasimius è diventato definitivo, è esplosa la festa.

Le reazioni

«È un sogno che si realizza e inseguivamo da tre anni», sottolinea ancora euforico Carlo Mentasti, presidente del club, ospite ieri su Radiolina della trasmissione “L’Informatore sportivo condotta da Alberto Masu, «il paese era presente in massa allo stadio ed è stato bellissimo. Si percepisce l’aria di festa. Per noi è la prima volta in un campionato nazionale, speriamo di essere all’altezza». Sulla conferma del tecnico Carlo Cotroneo si saprà a breve: «Ancora non abbiamo parlato ma penso che la volontà di entrambi sia proseguire assieme».

Il torneo

La Serie D è meritata, figlia di un campionato combattutissimo con i continui colpi di scena e le cadute improvvise ai piani alti della classifica. Nella prima parte della stagione è stata in vetta la Nuorese, poi ha preso lo scettro l’Ilva, quindi ha fatto irruzione l’Ossese il 21 febbraio alla 22esima giornata. Da quel momento la squadra ha tenuto i nervi saldi ottenendo cinque vittorie e due pari, risultati determinanti per tenere a bada i maddalenini caduti prima a Gavoi (per mano dell’ex tecnico bianconero Mario Fadda) e infine a Villasimius.

Record

L’Ossese, a differenza delle rivali, è l’unica squadra tra Eccellenza e Promozione (assieme all’Alghero) a non aver perso una partita in campionato. Ha collezionato molti pareggi (quattordici): i primi quattro, su cinque gare disputate in apertura di torneo, son stati determinanti per decretare l’esonero in panchina di Giacomo Demartis, il 14 ottobre, e la chiamata di Cotroneo.

Il tecnico romano, conosciuto e avversato (sportivamente) dall’ambiente bianconero per avergli soffiato la Serie D in due occasioni con l’Ilva e il Budoni, ha dato un taglio netto al passato cambiando sistema di gioco e interpreti e dando manforte con Maitini alla colonia argentina guidata da Di Pietro e Tapparello, consolidando la colonna vertebrale del suo 3-5-2 con l’uruguaiano Téliz in regia e il centrale brasiliano Rodrigues. Un restyling totale. I risultati gli hanno dato ragione.

Il futuro

E ora? È presto per ragionare sul futuro, per chiedersi chi rimarrà o andrà via. C’è l’ultima giornata da disputare a Calangianus, domenica. C’è il “pasillo de honor” e la vera festa da vivere, più una coppa da alzare nel cielo del Walter Frau per regalare al pubblico l’ultima cartolina di questa stagione da incorniciare. «Da un mese e mezzo pensiamo alla riorganizzazione societaria», spiega Mentasti, «sarà fondamentale per la D. Bisogna essere pronti, quel che si sbaglia si paga: faremo errori, bisognerà limitarli».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi