La gestione della posidonia spiaggiata torna al centro del dibattito tra Sant'Antioco e Calasetta, dove le recenti mareggiate e i venti prevalenti che battono l’isola hanno determinato accumuli importanti in particolare nelle spiagge di Sottotorre e Coa Cuaddus. I sindaci fanno il possibile per venire incontro alle esigenze di bagnanti e turisti, ma spesso la natura ha progetti diversi rispetto a quelli di chi va in vacanza e non sempre le due cose sono conciliabili. E a quel punto occorre convivere con le alghe che, è bene ricordarlo, sono testimoni del fatto che il mare prescelto è in salute.
Coa Cuaddus
A Sant’Antioco, la situazione viene descritta come parte di un lavoro già programmato e regolato dalle norme regionali. «La politica di questa amministrazione comunale, riguardo la gestione della posidonia spiaggiata, è sempre la stessa: spostarla nei punti di accumulo per poi riposizionarla a novembre. Curiamo le spiagge da ben prima che inizi ufficialmente la stagione estiva - dice il sindaco Ignazio Locci - a Coa Cuaddus, bandiera blu anche per la presenza della posidonia, ci siamo mossi per tempo ma il nostro lavoro di fronte a un evento eccezionale caratterizzato da circa 20 giorni di venti prevalenti da sud, si sta rivelando più complicato del previsto. Ma fra qualche giorno avremo finito. Ci tengo a ringraziare la squadra tecnica, i cui operai vengono a lavorare anche di notte». L’auspicio è che il vento diventi un alleato.
Sottotorre
Più complessa la situazione a Calasetta, soprattutto nella spiaggia di Sottotorre, dove gli accumuli risultano più consistenti e il dibattito pubblico si è acceso nelle ultime settimane. Il sindaco Antonello Puggioni sottolinea le difficoltà operative e burocratiche che accompagnano la gestione dell’emergenza. «Non si può giudicare l'operato dell'amministrazione comunale solo ed esclusivamente per un fenomeno naturale che purtroppo, quest'anno, ci ha penalizzato - dice Puggioni - mi fa male il giudizio politico strumentalizzato da chi vuole guidare la protesta. D'altronde, siamo vittima di una serie di circostanze poco favorevoli. In primis, la burocrazia, basti pensare che in questo momento mi ritrovo a ricoprire anche l'incarico di responsabile di servizio, perché in Comune abbiamo un organico ridotto all'osso. Da gennaio scorso avevo chiesto di poter trasferire la posidonia a Quartu Sant'Elena per il trattamento prima di essere riposizionata, naturalmente a fine stagione, nell’arenile di provenienza. Mi è stato risposto che non potevamo poiché non si trattava di posidonia marcia». Adesso, la ditta aggiudicataria del servizio di pulizia ha avuto problemi tecnici ai mezzi e, di conseguenza, altro ritardo. «Stiamo valutando anche il lavoro notturno, – aggiunge – proprio per un intervento straordinario, ma le circostanze purtroppo non ci aiutano. Rimane il fatto che abbiamo le altre due spiagge, Salina e Spiaggia grande che sono in condizioni splendide. Già dalla prossima settimana, in ogni caso, renderemo fruibile parte della spiaggia».
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