L’evento.

La nuova vita sarda, il racconto delle donne straniere 

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Stella Mamayeva, 56 anni, è fuggita dalla guerra in Ucraina con suo figlio. Giusto in tempo prima che scattasse il divieto di uscita dal Paese per gli uomini dai 18 ai 60 anni. «Qui mi sono ricostruita», racconta, «e ho cambiato totalmente vita avviando un’altra professione». È diventata imprenditrice e assieme ad altre tre donne migranti nei giorni scorsi ha raccontato la propria storia a Sa dom’e Farra, nell’ambito dell’iniziativa “Dal mondo alla Sardegna: storie di imprenditorialità femminile delle donne migranti”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Casa (Comunità aperta e solidale per l’accoglienza), nata dall’unione di sette donne straniere che si sono conosciute tra i banchi di un corso di lingua italiana. Il frutto di quel primo incontro è un’Aps (associazione di promozione sociale) che oggi funge da ponte interculturale. L’incontro è stato patrocinato dal Comune con il supporto della Commissione Pari Opportunità.

«Sono arrivata in Sardegna tre anni fa» dice Mamayeva. «In Ucraina lavoravo in banca, sono stata anche direttore. Ho lasciato tutto e stravolto la mia vita. Adesso abbiamo due negozi che vendono prodotti alimentari dell’est Europa, uno a Olbia e uno a Cagliari».

Il sorriso di Asel Makeeva, 37 anni, è contagioso. Lei è arrivata dal Kirghizistan nel 2015. «Nella mia prima vita ero un veterinario», racconta», «poi ho deciso di venire con mia mamma qui in Sardegna, dove c’era già una mia zia». Il cambiamento è stato un attimo: «Ho iniziato a studiare l’italiano, ho fatto tanti lavori e sono diventata modellista designer». Un sogno che si avvera: «Ho aperto un atelier con il marchio delle mie collezioni».

Nel locale di Sa dom’e Farra che ospitava su magasinu si racconta anche Blanca Fuentes, 42 anni, messicana: «Vivevo a Panama, lì ho conosciuto un sardo, ci siamo sposati e siamo venuti nell’Isola. Lavoravo nell’ambito della ristorazione e adesso organizzo eventi. Mi trovo molto bene e sono molto contenta della carriera che ho intrapreso». È Ucraina pure Viktoria Pisna, 42 anni: «Io sono arrivata nel 2019, prima che scoppiasse la guerra. Mi sono laureata in Economia e marketing e adesso mi occupo di trasformare gli spazi in case vacanze: sono una home staging. Con la presidente dell’associazione Casa ci siamo conosciute al corso di italiano e così è iniziata la nostra avventura».

Quello dei giorni scorsi non resterà un caso isolato. L’obiettivo dell’associazione è dare continuità al progetto, mappando le tante realtà imprenditoriali gestite da donne straniere in Sardegna per dare loro spazio e visibilità . «Le donne migranti affrontano spesso ostacoli doppi, legati al genere e all’origine», spiegano Satenik Shirinian e Maria Ivanova, le portavoce di Casa: «Raccontare queste storie senza filtri è fondamentale per abbattere stereotipi e pregiudizi».

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