Eccellenza.

La caduta della Ferrini dopo undici anni 

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Undici anni in Eccellenza non si cancellano facilmente ma il calcio, si sa, non fa sconti. La Ferrini saluta il massimo torneo regionale dopo la sconfitta sul campo dell’Ossese, un ko che sancisce la retrocessione in Promozione dei cagliaritani chiudendo un ciclo lungo fatto di identità, sacrifici e appartenenza.

La caduta

Una caduta maturata nel corso di una stagione difficile, in cui le ambizioni iniziali si sono scontrate con una realtà più complessa. «Puntavamo alla salvezza ma purtroppo non abbiamo centrato l’obiettivo, sono l’allenatore e me ne assumo la responsabilità», ammette con onestà l’allenatore Nicola Manunza. Parole che fotografano il rammarico di un gruppo che, nonostante l’impegno, non è riuscito a invertire la rotta.

A pesare sono state anche le assenze, che hanno inciso profondamente sull’equilibrio della squadra. «Siamo stati condizionati da lunghi infortuni, come quelli di Gianluca Podda, che ha saltato 20 partite su 30, e Matteo Argiolas, fermo per 19 gare», sottolinea il tecnico. Eppure, tra le difficoltà, emergono segnali incoraggianti, come la crescita di numerosi giovani che rappresentano una risorsa importante per il futuro.

Domani

La Ferrini, infatti, guarda già avanti. Il responsabile della sezione calcio Pietro Caddeo indica la direzione: «Per il futuro vogliamo una squadra che faccia dell’appartenenza alla Ferrini la propria forza». Un richiamo alla storia recente del club, costruita su un blocco solido che per anni ha rappresentato l’ossatura della squadra con giocatori come Alessandro Bonu, Alberto Usai, Fabio Argiolas e Marco Aresu. L’identità resta il punto fermo, incarnata anche da figure simbolo come il capitano Federico Boi, punto di riferimento della formazione e fortemente legato a questi colori. E proprio da questa base si vuole ripartire, senza rivoluzioni affrettate. La società infatti conferma la fiducia nell’attuale guida tecnica: «L’allenatore per noi resta Nicola Manunza. Vogliamo creare un progetto duraturo», afferma Caddeo.

Il confronto

Il confronto interno arriverà a fine stagione, come conferma lo stesso allenatore: «A fine campionato ci riuniremo con la società e valuteremo insieme». Resta l’amarezza, ma anche la consapevolezza, che la Ferrini ha già le basi per ripartire. Perché a volte, anche dopo una caduta, è proprio l’identità a rappresentare la spinta più forte per rialzarsi.

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