L’intervista.

«Io politico-cantadore, sarò arbitro imparziale» 

Il poeta Tonio Pani e il nuovo ruolo da presidente del Consiglio comunale 

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Da recordman di preferenze al ruolo di guida e arbitro del parlamentino di via Porcu. Incarico che Tonio Pani - cantadore e un passato da assessore e consigliere - ricopre da poco meno di un mese. «Quartu ha bisogno di un Consiglio comunale che dia risposte ai cittadini, va bene il confronto politico ma senza scontri», l’appello dopo le prime scintille fra opposizione e maggioranza dentro e fuori dall’Aula.

Elezione a presidente del Consiglio quasi scontata?

«In politica non c’è nulla di scontato. La fiducia dei colleghi è un onore che va meritato ogni giorno, non un traguardo acquisito».

I gruppi di opposizione però hanno sostenuto Torru.

«È il sale della democrazia. L’opposizione ha esercitato legittimamente il proprio ruolo, da adesso in poi, però, il mio compito è essere il presidente di tutti, anche di chi non mi ha votato».

Qual è il segreto del suo successo elettorale?

«Un risultato che va condiviso con la mia collega Romina Angius, Pani-Angius è ormai un unico cognome. Non credo esistano segreti, forse conta essere rimasti sempre gli stessi: ascoltare le persone, mantenere la parola data e vivere la città ogni giorno. Quel consenso lo considero soprattutto una responsabilità».

Prime impressioni sul nuovo Consiglio?

«Vedo persone preparate, con idee diverse e tanta voglia di fare. Mi auguro che il confronto sia anche acceso quando necessario, ma sempre rispettoso. Le istituzioni meritano questo».

Intanto ci sono già le prime scintille.

«L’importante è che non diventino mai scontri personali. Le idee possono dividere, il rispetto però non dovrebbe mai mancare».

Meglio la politica o le gare poetiche?

«Sono mondi diversi, ma hanno una cosa in comune: bisogna saper ascoltare. Nelle gare poetiche impari il rispetto dell’avversario e il valore della parola, in politica dovrebbero valere gli stessi principi».

Ha già scritto dei versi in campidanese sulla sua nuova avventura politica?

«Per ora no. Se arriveranno spero raccontino un Consiglio capace di servire bene Quartu».

Aspettative sulla nuova Giunta?

«Ci sono tutte le condizioni per vivere una stagione di crescita. Il progetto guidato da Graziano Milia nasce da un’idea chiara di città e da un lavoro già avviato. Se ciascuno saprà fare la propria parte, sono convinto che nei prossimi cinque anni potremmo dare ai cittadini risposte concrete e lasciare una città più moderna, attrattiva e più vicina ai bisogni delle persone».

Nel 2031 sarà candidato?

«Cinque anni sono un’eternità in politica. Oggi penso solo a svolgere bene il ruolo che mi è stato affidato. Il resto lo decideranno il tempo e, soprattutto, i cittadini».

Prossimo passo il sindaco?

«Oggi la mia ambizione è essere un buon presidente del Consiglio. Parlare di altro sarebbe una mancanza di rispetto verso l’incarico che ho appena ricevuto».

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