Credito.

«Investire sull’AI per crescere» 

L’istituto sostiene l’utilizzo della Zes e di nuovi strumenti finanziari per le Pmi 

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Per far crescere il valore dell’impresa, oggi, è necessario più che mai puntare sul capitale umano. Sostenere la valorizzazione delle competenze, unitamente ad un cambio di passo sulla digitalizzazione, è quanto mai necessario per l’economia dell’Isola. La ricetta, frutto di analisi e confronto con le imprese sarde, anche attraverso il Consiglio del territorio di Intesa Sanpaolo, la declina Stefano Cappellari, direttore di Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna della banca: «Stiamo continuando a sostenere le imprese in Sardegna, non solo con il credito, ma anche con un dialogo aperto e constante. Nel primo trimestre abbiamo erogato 264 milioni di euro nell’Isola, di cui 127 destinati alle imprese, e stiamo cercando di consigliare loro come e quando investire per crescere ed essere più strategiche, con nuove competenze sia interne che esterne per aiutarle a cogliere le occasioni di investimento».

La tecnologia

La Sardegna e il Sud, sul fronte della digitalizzazione, scontano un gap importante rispetto ai competitori europei e ad alcuni Paesi dell’Est. «Ecco perché il tema oggi è investire in modo consistente sulla tecnologia modificando il modo di fare imprese: a livello nazionale, l’applicazione dell’AI nel settore manifatturiero è inferiore rispetto a Francia e Germania. Le professionalità mancano nelle aziende sarde, nonostante le grandi capacità mostrate sui prodotti», aggiunge il manager. Su questo, dunque, l’istituto di credito sta portando avanti un’attività di sostegno alle imprese, che va di pari passo «con il tema della sostenibilità», ma anche con l’apertura del capitale «attraverso operazioni di finanza straordinaria, come elemento di crescita per aumentare la capacità di investire». Si tratta di un modello di advisory nato dalla collaborazione della Banca dei Territori con IMI CIB per offrire alle Pmi strumenti finanziari un tempo riservati solo ai grandi gruppi e portare a termine operazioni straordinarie attraverso IPO (quotazione) e M&A (fusione e acquisizione).

Il momento

Il contesto internazionale, oggi, è caratterizzato dall’incertezza, con aumento dei costi su energia, trasporti e logistica, «con gli imprenditori che non stanno investendo. Ma nonostante la fase di attendismo, che non fa bene all’economia – osserva Cappellari – c’è la grande capacità di resilienza e di adattamento ai contesti più difficili degli imprenditori dell’Isola». I settori della grande distribuzione, della logistica e del turismo, infatti, continuano a raggiungere buoni risultati e in questi settori «registriamo investimenti e importanti acquisizioni». Peraltro, ci sono strumenti utili, come ad esempio la Zona economica speciale, «e siamo impegnati nel rappresentare agli imprenditori le possibilità e le opportunità che assicura la Zes. Oggi solo il 7% degli investimenti nelle Zes arriva dall’Isola, ma sul tema infrastrutturale, questa scelta è centrale», aggiunge Cappellari, che punta anche a incentivare la filiera tra turismo e produzioni sarde, «creando un maggiore incontro tra le imprese dei due settori». Senza dimenticare il terzo settore che con il Programma Formula e il Fondo beneficenza, gestito direttamente dal vertice dell’istituto, assicurano un sostegno costante alle iniziative solidali sul territorio.

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