Si terrà questa mattina davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, Giulia Tronci, l’interrogatorio di garanzia dell’uomo arrestato ieri dagli agenti della Squadra Mobile della Questura perché sospettato di aver violentato la figlia di 12 anni.
Dopo gli abusi l’adolescente aveva scoperto di essere incinta: solo dopo la decisione di interrompere la gravidanza e con i successivi esami del Dna sul feto la Procura ha scoperto una compatibilità con il padre, chiedendo con il pm Mario Leo la custodia cautelare in carcere del genitore.
L’interrogatorio
Il faccia a faccia con la giudice si terrà nella casa circondariale di Uta oppure a distanza, per via telematica. Di sicuro, però, l’indagato dovrà essere affiancato da un avvocato, prima di decidere se avvalersi della facoltà di non rispondere, rilasciare dichiarazioni spontanee o dare la propria versione.
Per questo dovrà nominare un legale di fiducia, oppure gli sarà assegnato un difensore d’ufficio, visto che quello che aveva con la famiglia, Fabrizio Rubiu, ha rinunciato all’incarico quando la polizia ha eseguito l’ordinanza cautelare e invece continuerà a tutelare gli interessi della ragazzina e di sua madre.
Possibile trasferimento
Al termine dell’interrogatorio sarà possibile un trasferimento dalla casa circondariale di Uta a quella di Lanusei, specializzata nell’accoglienza dei cosiddetti “sex offender”: detenuti che, per la natura dei reati contestati, non possono condividere gli spazi con la popolazione carceraria comune. Nel frattempo, però, l’inchiesta prosegue per comprendere nel dettaglio la dinamica delle presunte violenze. Non è escluso, inoltre, che la difesa sia messa nelle condizioni di effettuare contro analisi sul profilo genetico, visto che – a quanto pare – non si tratterebbe di accertamenti irripetibili.
L’inchiesta
Le indagini sono cominciate nell’ottobre dello scorso anno, quando i medici dell’ospedale hanno chiamato la polizia dopo aver scoperto la gravidanza di una paziente dodicenne. Il racconto della ragazzina, all’inizio, era apparso confuso. Alla fine la vittima aveva parlato di una violenza sessuale subita da uno sconosciuto mentre tornava a casa: l’aggressore l’avrebbe trascinata in un luogo appartato e lì l’avrebbe stuprata. Una versione raccontata ai genitori che l’avevano portata dal medico ma non avevano sporto denuncia.
Solo qualche settimana più tardi, quando la giovane era stata accompagnata in ospedale vista l’interruzione del ciclo, i medici si erano accorti della gravidanza e avevano avvisato la Procura. Vista l’età, la gestazione è stata interrotta. L’aborto ha permesso agli investigatori di ottenere il profilo genetico del feto e di risalire a chi l’avesse concepito. Stando alle indiscrezioni sarebbero stati fatti accertamenti anche su altri familiari, amici di famiglia e adulti che ruotavano attorno all’abitazione.
A completare il cerchio indiziario ci sarebbero intercettazioni, su cui vige il massimo riserbo, che avrebbero poi messo la Squadra Mobile sulle tracce del padre. Per tutelare la vittima, l’Unione Sarda sceglie di non rendere nota l’identità dell’arrestato né il luogo in cui si sarebbero svolti i fatti.
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