Palazzo Chigi

Il Governo riapre sullo sconto Irpef 

Si valuta l’estensione dell’aliquota al 33% oltre l’attuale soglia dei 50mila euro 

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Il Governo rilancia l’idea sullo sconto sull'Irpef per il ceto medio. Da Palazzo Chigi arriva questo messaggio: «Valutiamo con favore l'estensione dell'aliquota Irpef al 33%" oltre l'attuale soglia dei 50mila euro». La proposta era stata ipotizzata da più esponenti dell’esecutivo già subito dopo l'ultima manovra pensando di arrivare alla soglia dei 60mila euro ma nell'ultima settimana aveva perso quota, pensando di utilizzare le risorse necessarie - 2,7 miliardi all'anno - su altri capitoli. Tre milioni e trecentomila contribuenti ora tornano a sperare. «Molto dipende dalle risorse di cui potremo disporre», precisa l’esecutivo senza nascondere che si cercano le coperture e ricordando le richieste fatte alla Commissione europea.

Due questioni

Al centro dell’attenzione ci sono due punti. Roma chiede a Bruxelles che lo shock energetico inflazionistico venga considerato nel calcolo della spesa consentita dalle regole. E avanza l’istanza che si possa usare, almeno in parte, l'extragettito Iva dovuto all'aumento dei prezzi per misure "temporanee e mirate" a favore di imprese e famiglie. Qualcosa in più si capirà dal documento programmatico di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri e atteso a Bruxelles nella giornata di oggi. Per chiudere il provvedimento il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti vorrebbe aspettare l'esito del confronto con Bruxelles sulla clausola di salvaguardia per energia e difesa, in modo di portare in Parlamento una manovra con contenuti definiti.

Ma per l'approvazione definitiva serve ancora la pronuncia del Consiglio europeo, che è attesa all'Eurogruppo del 9 novembre. Per questo il termine del 20 ottobre per la presentazione del disegno di legge, che non è perentorio, probabilmente non sarà rispettato. Ma non è nemmeno detto che si arrivi a novembre.

Fiscal drag

Intanto si discute sulla mancata indicizzazione all'inflazione degli scaglioni dell'Irpef, delle detrazioni e della no tax area. «Il fiscal drag va ridato a lavoratori e pensionati», rivendica da tempo la Cgil che calcola come la spesa che hanno pagato in più tra il 2022 e il 2025 raggiunga 30 miliardi.

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