Campo largo polemico: risorse insufficienti. Espa (Abc Italia): non sono garantiti i contributi figurativi per la pensione

Caregiver, primo sì alla Camera 

Sostegno a chi assiste i familiari malati. Cappellacci: risposta attesa da 20 anni 

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«Una risposta alle famiglie» per la maggioranza, «un'occasione persa» per l'opposizione, che contesta l'insufficienza delle risorse. Con 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti, la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sui caregiver familiari, che riconosce il valore sociale dell'assistenza prestata ai propri cari e introduce nuove tutele. Un punto di partenza, secondo la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, «da cui non si torna indietro».

I numeri

Almeno 7 milioni, secondo le stime, gli italiani – circa 180mila i sardi - che si prendono cura di un familiare malato, con disabilità o non autosufficiente. Un numero destinato a crescere con l'invecchiamento della popolazione. Spesso chi assiste è costretto a sacrificare il lavoro e la vita privata, con il rischio di arrivare al burnout. Il testo riconosce il valore sociale dell'attività di cura e introduce sostegni differenziati in base all'intensità dell'assistenza. «Questa legge parte dal garantire dignità e un sostegno economico concreto a chi ha un carico di cura 24 ore su 24», ha aggiunto la ministra. Dal 2013 al 2025 si sono susseguite circa trenta proposte di legge sul tema, nessuna arrivata all'approvazione definitiva.

La soglia Isee

«Con l’approvazione del ddl alla Camera diamo una risposta attesa da oltre vent’anni a milioni di persone che ogni giorno si prendono cura di un proprio caro con disabilità o non autosufficiente», ha dichiarato il presidente della commissione Affari Sociali Ugo Cappellacci, «durante l’esame abbiamo contribuito a rafforzare il provvedimento, con un emendamento a mia prima firma abbiamo ampliato la platea dei beneficiari del sostegno economico attraverso l’innalzamento della soglia Isee da 15mila a 25mila euro». Per il deputato sardo azzurro «chi si prende cura degli altri non può essere lasciato solo. Con questo provvedimento riconosciamo il valore sociale dell’assistenza familiare e introduciamo strumenti concreti di sostegno e tutela. È un primo passo fondamentale, sul quale continueremo a lavorare per rafforzare i diritti di chi dedica la propria vita alla cura dei propri cari».

Il nodo

Il principale terreno di scontro politico sono le risorse. Il provvedimento prevede 257 milioni di euro nel 2027 e 260 milioni annui dal 2028. Per le opposizioni servirebbero almeno 940 milioni l'anno. «Il Pd vota contro una legge che crea disparità proprio tra le persone che dovrebbe proteggere, lasciando sulle spalle delle famiglie il peso della cura e dell'assistenza», ha dichiarato la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga, «a fronte di milioni di potenziali beneficiari la legge si occuperà solo di poche decine di migliaia di persone». Contraria Avs, che denuncia un «percorso a ostacoli» e «misure economiche povere per chi è già povero». Per Daniela Ruffino, deputata di Azione, «la maggioranza ha riunito solo buone intenzioni in un testo che non ha coperture finanziarie sufficienti».

Associazioni

Scettiche anche le associazioni. Il presidente di Abc Italia (Associazione Bambini Cerebrolesi), Marco Espa, ammette che il passaggio del ddl alla Camera rappresenta «una notizia positiva». Tuttavia mancano i soldi, sostiene. Infatti, «il problema non è erogare un assegno alle famiglie, ciò che conta sono i contributi figurativi per la pensione».

Seconda lettura

Il testo passa ora all'esame del Senato. «Continueremo a batterci per cambiare una legge che prevede un sostegno che arriva a 400 euro al mese: poco più di un euro l'ora», assicura Marco Furfaro, responsabile nazionale Welfare del Pd. Nel mirino anche i requisiti, giudicati troppo restrittivi, per accedere alle tutele, tra cui la convivenza e almeno 91 ore settimanali di assistenza. (ro. mu.)

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