Mosca.

«In lotta con tutta la Nato», per Putin parata in tono minore 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Mosca. Internet e sms bloccati sui cellulari, strade deserte, nessun missile o carro armato moderno da mostrare orgogliosamente al mondo e una sfilata di truppe che si è conclusa frettolosamente nel tempo record di 45 minuti. Mosca ha festeggiato in sordina l’anniversario della vittoria sul nazifascismo, nel timore di attacchi di droni ucraini che sono stati scongiurati da un breve cessate il fuoco mediato dagli Usa. Ma la schiarita annunciata venerdì sera da Trump, avverte Mosca, non significa la svolta verso una soluzione negoziata del conflitto, come ha auspicato il presidente americano. Pochi gli ospiti stranieri: Alexander Lukashenko dalla Bielorussia, i presidenti del Kazakhstan e del Laos e il sovrano della Malaysia. Ma anche, unico leader Ue, il premier slovacco Roberto Fico. In un discorso durato meno di dieci minuti, Putin ha paragonato i militari russi impegnati in Ucraina a quelli che piegarono il Terzo Reich, dato che «stanno resistendo alla forza aggressiva che è armata e sostenuta dall’intero blocco della Nato». E se Trump sperava in «un’estensione significativa» della tregua, auspicando che «segni l’inizio della fine» della guerra, Mosca lo gela. «La parte americana vuole un risultato rapido, è chiaro che ha fretta», ma trovare una soluzione è «un percorso molto lungo, con dettagli complicati», ha avvertito il portavoce del presidente, Dmitry Peskov. Che poi lo ha punzecchiato, osservando che è lungo anche «il cammino con l’Iran che gli Usa devono percorrere». E Yuri Ushakov, consigliere di Putin, ha definito «infondate» le speranze di un prolungamento del cessate il fuoco oltre l’11 maggio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

Accedi agli articoli premium

Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?
Sottoscrivi
Sottoscrivi

COMMENTI