Per alcune sarà la prima Festa della Mamma: una prima volta da vivere con il figlio appena nato tra le braccia. Per altre invece, sarà una nuova pagina di un’esperienza già conosciuta ma ogni volta diversa. Oggi si celebra una delle ricorrenze più sentite dell’anno, dedicata a tutte le madri e a quel legame che accompagna la crescita di intere generazioni.Una giornata che per molte famiglie significa anche ripensare ai primi mesi, vissuti tra visite, paure, notti insonni e nuovi equilibri.
A festeggiare sono anche le donne che hanno appena dato alla luce un figlio al Policlinico Duilio Casula di Monserrato, dove ieri le ostetriche hanno donato loro le mascotte dedicate ai nuovi nati: dopo gli orsetti del 2024, quest’anno i corridoi del reparto di Ginecologia e Ostetricia si sono riempiti con 1.058 elefantini. Un piccolo gesto simbolico, diventato negli anni un modo per mantenere vivo il legame tra reparto e famiglie.
«È molto emozionante, resta un ricordo», racconta Alessandra Loi, mamma del piccolo Matteo, nato 12 mesi fa.
Pratiche salvavita
Nel corso della mattinata, spazio anche a una dimostrazione pratica sulle principali manovre salvavita per disostruire le vie aeree nel lattante e nel bambino. «I bambini vanno sempre sorvegliati perché sono silenziosi e non riescono a chiedere aiuto», spiega la dottoressa Anna Paola Pusceddu, istruttrice certificata di primo soccorso pediatrico: «Bisogna incoraggiarli a tossire, evitando di dare pacche sulla schiena che possono peggiorare la situazione». Alessandra Loi approva: «Un incontro importante, se non partecipi a iniziative così difficilmente sei preparato in caso di necessità».
Dietro l’iniziativa c’è il lavoro del reparto di Ostetricia del Policlinico, punto di riferimento in Sardegna per le gravidanze a rischio e la terapia intensiva neonatale. «Per ogni nato appendiamo in reparto un elefantino con la data di nascita e a fine anno lo consegniamo alle famiglie», spiega Stefania Sanna, responsabile della Patologia ostetrica. «Quest’anno siamo arrivati a 1.058 nascite, comprese alcune gravidanze gemellari e tre parti trigemellari».
«Parti dimezzati»
Numeri che assumono ancora più valore in un contesto segnato dal calo delle nascite. «Negli ultimi decenni in Sardegna i parti si sono praticamente dimezzati», sottolinea il direttore della clinica di Ginecologia e Ostetricia Stefano Angioni: «Per questo ogni nascita rappresenta un momento di gioia anche per tutto il personale sanitario».
Un momento speciale anche per le ostetriche che seguono le famiglie durante tutto il percorso della gravidanza. «Far nascere un bambino è un’esperienza unica anche dopo tanti anni di lavoro», racconta Elena Todde, referente della sala parto. «Rincontrare le mamme e vedere i bambini crescere è sempre emozionante», aggiunge l’ostetrica Valentina Marongiu.
Per molte famiglie l’iniziativa è stata anche l’occasione per tornare nel reparto a distanza di mesi dalla nascita dei figli. «È un tuffo nei ricordi», racconta Serenella Mereu, madre di Jacopo, nato lo scorso luglio: «È stata un’occasione per incontrare le persone conosciute durante il ricovero, dopo un mese intenso passato qui», aggiungono Alessandro e Elisabetta, genitori delle gemelle Ginevra e Letizia, nate il 1° ottobre. «Ci siamo trovati bene, con uno staff disponibile e solidale».Un intreccio di storie diverse che danno forma al significato più concreto della festa: quello di un legame che nasce e si rafforza nei piccoli gesti a partire dai primi mesi di vita.
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