Domusnovas-Villamassargia.

In duecento per la “Braccata sarda” 

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Alla base di tutto c’è una sfegatata passione per la caccia al cinghiale. Ma ad attirare i tantissimi, da tutta l’isola, nelle campagne di Villamassargia, ci sono anche l’assoluta sicurezza e la cura maniacale dell’organizzazione, tanto quasi da trasformare un evento di caccia grossa, in una grande festa con sempre più famiglie e bambini presenti.

L’appuntamento

In 200 hanno preso parte, domenica, alla quinta edizione della “Braccata Sarda” (la caccia grossa in area recintata e con prede introdotte di proposito), organizzata dal cacciatore domusnovese Federico Piscedda nella zona addestramento cani (zac) da 30 ettari di Astìa, a Villamassargia. E non è mancato il ricordo di Carlo Alberto Pinna, il vice sindaco 56enne di Masainas scomparso 10 giorni fa nella stessa zac. Poi, dopo il lungo briefing volto a scandire le attente regole di sicurezza, il via alla mega battuta con l’impiego di ben 220 cani da caccia. Al termine la classica divisione della selvaggina abbattuta ed il pranzo conviviale seguito dal karaoke. «Un evento - commenta l’organizzatore - che cresce anno dopo anno: diamo sfogo ad una grande passione, cementando amicizie e condividendo bei momenti e buon cibo».

I protagonisti

Nel folto gruppo, le donne “armate” non sono una novità. Alessandra Caredda di Sant’Antioco, ha abbattuto una preda: «Vado a caccia grossa ma è la prima volta ad un evento come questo: tutto è curato al dettaglio. Il cinghiale? Ho avuto fortuna». In gergo si chiama “padella” la fucilata a vuoto, com’è accaduto, tra gli altri, a Sara Porta di Arbus: «Felice di aver sbagliato, la preda era piccola. L’obiettivo era di festeggiare il mio compleanno divertendomi e facendo amicizie». Per Andrea Salis di Jerzu era la quarta presenza: «Sono un capocaccia e vado dappertutto ma raramente mi imbatto in una organizzazione così attenta. Anche i miei due figli sono rimasti colpiti, torneremo». Apprezzamenti da Sandra Ghisu di Serramanna: «È la mia seconda volta, sono matta della caccia grossa, tutto perfetto». Sergio Steri, capocaccia di Domusnovas, si è portato dietro la famiglia: «La zac è molto ampia, ci sono tanti cani e ti puoi godere appieno la battuta. Complimenti a chi non ha lasciato nulla al caso, esperienza da ripetere». Condivide Elia Anedda di Selegas, cacciatore da 30 anni: «Un’occasione per incontrare chi ha la tua stessa passione, una vera e propria festa. È la mia quarta presenza».

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