La storia.

Impresa Capo Verde Passa da imbattuta e prende l’Argentina 

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Una festa senza fine. Canta e balla Capo Verde, la nazionale che ha ottenuto una storica qualificazione alla fase a eliminazione diretta dei Mondiali (alla prima partecipazione) e con lei tutte le isole che formano l’arcipelago nell’Oceano Atlantico al largo del Senegal (poco più di 500mila abitanti, circa un terzo rispetto alla Sardegna). L’isola che non c’era, nel panorama del calcio mondiale, ora c’è. «Rappresentiamo tutti i piccoli del mondo, e ora il mondo ci conosce», il grido d’orgoglio del ct, Pedro Leitão Brito detto Bubista, che si è presentato in conferenza stampa dopo lo 0-0 con l’Arabia Saudita avvolto nella bandiera nazionale. A tutti ha ricordato come sin dall’inizio il motto della squadra era chiaro: «Per noi nulla è impossibile».

«Siamo di taglia piccola, ma di cuore grande», le parole dei giocatori dopo la storica qualificazione. «Amiamo il nostro popolo, e siamo figli del nostro popolo», ha detto Vozinha, portiere-eroe. «Il nostro è sempre stato un Paese povero, i nostri nonni hanno fatto molti sacrifici per darci un’educazione: per questo sappiamo il valore delle cose». Ai sedicesimi troverà l’Argentina di Messi, sabato prossimo: ci arriva da imbattuta, con tre pareggi (gli altri contro Spagna, il clamoroso 0-0 all’esordio, e Uruguay, 2-2). «Messi è il più grande, ma faremo di tutto per vincere», la voce della squadra. Perché ora Capo Verde non vuole più fermarsi.

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