Madrid.

Il tesoro nascosto inguaia Zapatero 

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Madrid. Si aggrava la posizione dell’ex premier socialista José Luis Rodriguez Zapatero nell’inchiesta sul caso Plus Ultra. José Luis Calama, giudice dell’Audiencia Nacional, ha deciso di ampliare le indagini nei suoi confronti ipotizzando anche i reati di frode fiscale e contrabbando, in relazione ai gioielli stimati in 1,3 milioni di euro trovati nella perquisizione del 19 maggio nel suo studio. Secondo l’ordinanza del magistrato, citata da Efe, l’origine dei preziosi «non risulta al momento giustificabile». Per il giudice istruttore il possesso di beni di lusso di elevato valore, senza tracce fiscali sulla loro acquisizione, può costituire un indizio di possibile incremento patrimoniale non dichiarato ai fini Irpef. Calama ipotizza inoltre un presunto contrabbando, sostenendo che non vi sia documentazione che attesti i pagamenti di dazi e imposte per l’import dei gioielli nell’Ue. Secondo i provvedimenti giudiziari resi finora noti, i reati per i quali Zapatero è indagato sono traffico di influenze, falsità documentale, organizzazione criminale, riciclaggio di denaro, frode fiscale e contrabbando. Il leader socialista, che sarà interrogato come indagato il 17 e il 18 giugno, ha respinto le accuse e, attraverso la segretaria, ha attribuito i gioielli a eredità ricevute dalla madre e dalla suocera e a «regali» su cui non sono stati forniti ulteriori dettagli.

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