Il dopo voto

Il ruggito di Trump: «Non mollerò mai» 

Intanto liquida la responsabile dello staff Susie Wiles, al suo posto Steven Miller 

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WASHINGTON . Donald Trump, incassata in parte la delusione per la sonora sconfitta subita alle midterm, non cede e torna all’attacco, lanciando un chiaro avvertimento: «Non mi arrenderò mai». Malgrado la pesante batosta, il tycoon ritrova energie e spara ad alzo zero contro i democratici, accusandoli del “giovedì nero” di Wall Street. E, mentre dietro le quinte si tratta, rispolvera le minacce all'Iran: «O fanno l'accordo o li distruggo».

La resa dei conti

Intanto, nell’ambito della resa dei conti apertasi alla Casa Bianca e all'interno del partito repubblicano, cade la prima testa: è quella del capo dello staff del presidente Susie Wiles. Al suo posto Trump ha nominato Steven Miller, suo fedelissimo e architetto delle politiche trumpiane sull'immigrazione, assecondando così le richieste giunte da una parte dei leader del movimento Maga. Il contraccolpo del voto sui mercati finanziari da al tycoon lo spunto per sferrare il primo vero attacco ai democratici dalle elezioni: è colpa loro se Wall Street ha vissuto quella che definisce «una delle giornate peggiori della sua storia». Perché lo tsunami blu ha mandato in fumo 3.200 miliardi di dollari di capitalizzazione messi insieme «con un impegno enorme», per colpa - accusa - dei propositi dem di regolamentare Big Tech. Il tycoon, poi, rivendica al 100%" il pieno supporto alla Super Intelligenza, convinto che «sia miope» non dotarsene, a dispetto della chiara bocciatura dei data center emersa dalle urne in tutto il Paese.

Le minacce

Sull'Iran, poi, il tycoon appare indeciso, ma torna a usare parole dure: «Vogliamo andare oltre e limitarci a certificare l'accordo, il che significherebbe che una cosa del genere non accadrà mai più… Oppure possiamo distruggere il resto del Paese, ma preferirei non farlo, se possibile. Ma forse sarò costretto, lo saprete presto». Nel frattempo ha riunito per la prima volta nel dopo midterm i consiglieri per la sicurezza nazionale. Mentre i media americani hanno dato conto del pressing del vicepresidente Jd Vance per una soluzione negoziale con Teheran, il primo punto del suo programma di rifondazione della destra Usa in vista delle presidenziali del 2028.

Il crollo

Prima le Borse asiatiche poi le europee accusano il colpo del crollo registrato giovedì dagli indici di Wall Street sulla scia dei timori di una stretta sugli investimenti e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale dopo la sconfitta di Donald Trump alle elezioni di midterm. C’è ormai l'idea che in Stati come il Texas la vittoria dei Democratici possa fermare la proliferazione dei data center. In quello che si temeva potesse diventare a tutti gli effetti un venerdì nero, Wall Street ha tuttavia riaperto col segno positivo nonostante i dati migliori delle attese sul mercato del lavoro abbiano rafforzato le attese su un rialzo dei tassi alla riunione della Fed di fine anno. L’andamento in crescita dei listini americani con un recupero soprattutto dei tecnologici del Nasdaq, in serata non è tuttavia bastato a fare invertire la rotta agli indici dell’Europa.

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