Villamassargia.

Il ricordo del giudice Falcone e della sua scorta 

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La cerimonia si svolge ovviamente davanti al Monumento ai caduti di piazza Pilar. Vi prendono posto cittadini, associazioni, forze armate ed autorità civili e religiose ma soprattutto i giovanissimi studenti delle scuole i quali, scandendo i nomi dei 43 massargesi caduti nel corso della Grande Guerra, divengono protagonisti del momento più solenne della cerimonia con cui ieri Villamassargia ha celebrato la Giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Una celebrazione che ha permesso anche di annunciare il progetto “Dal sangue versato al sangue donato” previsto il 17 novembre. «Osserveremo», ha annunciato la sindaca Debora Porrà, «uno dei massimi simboli della legalità: la teca che custodisce la Quarto Savona 15, l’auto di scorta in cui trovarono la morte nella strage di mafia di Capaci del 23 maggio 1992 il giudice Giovanni Falcone, la moglie e magistrato Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Sarà un’occasione per vedere cosa può significare difendere legge e legalità». L’assessora alla Cultura Sara Cambula ha annunciato per la giornata la presenza di Tina Montinaro, moglie del capo scorta, e dei familiari di Emanuela Loi, la poliziotta di Sestu (prima donna uccisa in servizio dalla mafia, nella strage di via D’Amelio) al quale è intitolata la rotatoria in ingresso al paese.

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