Le bandierine tenute dalle mani degli alunni della scuola primaria Riva sventolano al Parco delle Rimembranze mentre le autorità civili e militari rendono omaggio al monumento ai Caduti. Ieri era il 4 novembre, la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, anniversario della fine della Prima guerra mondiale sancita con l’armistizio di Villa Giusti.
Dopo l’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro ai piedi del monumento, in memoria di chi ha perso la vita in guerra. «Non c’è libertà senza difesa. Le Forze armate producono sicurezza, la sicurezza produce libertà». L’ammiraglio Enrico Paccioni, Comandante del Comando Marittimo Autonomo Ovest, apre così il suo intervento. «La pace è un’eredità da preservare», era il messaggio dello scorso anno per il 4 novembre. Ma, alla luce della situazione internazionale, è ancora perseguibile? «Io credo proprio di sì», risponde l’ammiraglio. Le Forze armate italiane impegnate in diversi teatri all’estero, spiega, sono apprezzate dagli alleati anche per la capacità di costruire relazioni con i Paesi in cui operano. Paccioni ha quindi letto il messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto, segnato dal ricordo dei quattro militari morti il 29 ottobre in un incidente in elicottero in Bosnia-Erzegovina, durante la missione Eufor Althea.
La viceprefetta vicaria in sede vacante della provincia di Cagliari, Maria Antonietta Gregorio, ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Accanto alle guerre che insanguinano il mondo, il Capo dello Stato ha richiamato le nuove minacce: «La disinformazione diffusa, la competizione nello spazio, la dimensione cibernetica, l’uso pervasivo dell’intelligenza artificiale e dei sistemi autonomi. Sfide che richiedono un rinnovamento delle capacità di difesa e rendono urgente una difesa comune europea, complementare alla Nato».
Anche la presidente Alessandra Todde ha ricordato i militari caduti in Bosnia e le loro famiglie. «In un mondo che si riempie di conflitti e in cui vengono sovvertite regole e principi del diritto internazionale che davamo per assodati, non bisogna abbassare la guardia». Un messaggio poi ai giovani: «Bisogna sempre pensare che la libertà va difesa».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
