Arriva l’ufficialità anche per la candidatura del sindaco uscente Giuseppe De Fanti, capolista nella lista “Centrosinistra per Guspini”, sostenuta dal Pd e da Italia Viva. De Fanti punta ad un nuovo mandato da sindaco e, di conseguenza, alla riconferma alla guida della Provincia del Medio Campidano. Negli ultimi mesi non sono mancate voci, anche interne ai dem, che lo invitavano a fare un passo indietro in nome dell’unità del centrosinistra. Con i manifesti già affissi in città, il sindaco uscente conferma però la sua scelta e rilancia sui progetti per il paese minerario.
Come giudica le richieste, arrivate anche dal suo stesso schieramento, di fare un passo indietro e non ricandidarsi?
«La mia candidatura nasce già da alcuni mesi ed è stata proposta e sostenuta dalla grande maggioranza del Pd. Ho scelto di tenere un profilo basso, lasciando le interlocuzioni alla delegazione, proprio per favorire la possibilità di continuare un’esperienza di governo che da oltre vent’anni coinvolge le sigle del centrosinistra».
Da quali componenti sono arrivate le principali critiche alla sua candidatura?
«Si è trattato di alcune posizioni espresse da singoli iscritti del Pd. Tuttavia, non sono mai emerse alternative».
Quali sono le priorità del suo programma?
«Nel breve periodo completeremo opere importanti: il nuovo campo da calcio in sintetico, la biblioteca con una sala riunioni da quasi 200 posti, il museo minerario e la riqualificazione del quartiere di Is Boinargius per oltre 2,5 milioni di euro. Poi si potrà dare grande attenzione alla cura del verde urbano, alle iniziative turistiche e culturali, e soprattutto ai progetti per il sociale e gli anziani: abbiamo in discussione progetti sull’housing sociale e sul sostegno alle fasce più fragili. Entro l’anno si potrà aprire il nuovo asilo nido e utilizzare i numerosi edifici ristrutturati, consegnandoli ai cittadini e alle associazioni».
Qual è oggi la situazione economica del Comune?
«Molto positiva: organizzazione interna solida, conti in ordine e nessun contenzioso rilevante. Sono in corso opere pubbliche per milioni di euro e abbiamo ottenuto finanziamenti che ci permetteranno di continuare a ridisegnare l’aspetto urbano nei prossimi anni».
Chi ha sostenuto la sua elezione in Provincia e perché ritiene importante una riconferma?
«È stata sostenuta dalle maggioranze consiliari di centrosinistra e da molti Comuni amministrati da liste civiche. Rinunciare alla carica oggi sarebbe stato irresponsabile: significherebbe riportare la Provincia in una fase di incertezza proprio mentre stiamo lavorando alla sua riorganizzazione. La legge prevede che il presidente sia un sindaco in carica: dedicandomi in modo esclusivo all’incarico politico riesco a seguire gli enti dedicando tutto il tempo necessario senza guardare orari».
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