Regione

«Norme impugnate sulle Case di comunità: ma il Governo sapeva» 

La maggioranza: c’era un accordo Truzzu (FdI): l’ennesimo pasticcio 

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La Sardegna è già molto in ritardo nella creazione di case e ospedali di comunità, e l’impugnazione dell’ultima legge di stabilità rappresenta un nuovo ostacolo. Anche se, fanno sapere fonti vicine alla Giunta, «i commi per la semplificazione dell’iter di accreditamento erano concordati con gli uffici del ministero. Ora dobbiamo capire come muoverci, gli uffici stanno valutando i passi necessari».

Iter semplificato

Per arrivare allo scopo, cioè impiegare per tempo i fondi del Pnrr dedicati senza perdere un euro, la Regione aveva previsto in Finanziaria una disciplina agile per ottenere le autorizzazioni necessarie per l’apertura di ospedali e case di comunità, strutture cardine della medicina territoriale che dovrebbero alleggerire i pronto soccorso e dare respiro alla sanità in ginocchio. Insomma, un sistema semplificato con la previsione di via libera transitori, della durata di dodici mesi, da concedere sulla base di autocertificazioni dei gestori che dovevano dichiarare, sotto la loro responsabilità, di possedere i requisiti minimi autorizzativi strutturali, organizzativi e tecnologici per erogare i servizi.

L’impugnazione

Troppo facile, dal punto di vista del Governo, e soprattutto in violazione delle norme sull’accreditamento delle strutture sanitarie. Facile e anche rischioso. «L’assenza di una verifica istruttoria preventiva da parte dell’autorità competente che precede l’effettivo avvio delle attività socio sanitarie – si legge nell’impugnazione – espone il sistema a gravi rischi che non possono essere surrogati da una mera responsabilità formale». Per esempio: «Il rischio infettivo, l’inadeguatezza del personale; la mancata gestione delle emergenze; una scarsa qualità diagnostica». Invece, è scritto ancora nel dispositivo, «l’accreditamento ha una funzione sostanziale volta ad assicurare cure sicure e controllate, evitando strutture improvvisate».

I numeri

Ad oggi, secondo l’ultimo report della Fondazione Gimbe, per la Sardegna le Case della comunità programmate sono 79, e soltanto poco più della metà (41) ha almeno un servizio attivo. Gli Ospedali previsti sono 33, quelli con almeno un servizio attivo soltanto 2 (il 6%). E di sicuro la legge di stabilità non servirà ad accelerare l’iter.

Forse l’ennesima impugnazione si poteva evitare, se solo i commi bocciati fossero stati stralciati dal testo – in quanto norme intruse rispetto a una legge di bilancio – prima dell’approdo in Consiglio regionale.

Reazioni

«Questa è l’ennesima dimostrazione che la maggioranza che governa la Regione ha poche idee, e che soprattutto ha difficoltà ad applicarle visti i pasticci fatti nella scrittura delle norme – dice il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu – questo nonostante la prosopopea di inizio legislatura sugli uffici legislativi e lo stuolo di consulenti messi a disposizione della Giunta». In pratica, «spesso si cerca di piegare le norme ai propri interessi, e questo è il risultato finale, l’impugnazione». (ro. mu.)

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