L’apertura di asili nido e scuole è alle porte ma a San Sperate scarseggiano i posti nei nidi. Sono diverse le famiglie escluse, anche quest’anno, dall’accesso al servizio comunale e costrette a rivolgersi a strutture private, a loro volta però sature a causa dell’alta richiesta. Sono in corso i lavori da 80mila euro per adeguare gli spazi della struttura comunale, opere «cominciate quest’estate» e che «permetteranno di ospitare circa sei bambini in più», fa sapere l’assessore comunale ai Servizi sociali Raffaele Vargiu, «ma dovremo attendere l’autorizzazione della Regione». Intanto le famiglie devono arrangiarsi.
Espansione
Recentemente il paese ha subito un’espansione importante e i residenti sono ormai quasi 8.600 con una media di cinquanta nuovi nati ogni 12 mesi. I bambini dagli 0 ai 3 anni, cui il servizio è rivolto, sono centonovanta. Ma all’aumento demografico non è seguito un adeguamento dei posti nell’asilo nido comunale, fermi a quota trentadue. A questi si aggiungono i trentotto nei nidi d’infanzia privati per un totale di settanta.
Insufficienti
Nel 2026 alla struttura comunale sono stati ammessi solo dodici piccoli a fronte di 33 domande. Una situazione che sta mettendo in crisi numerose famiglie le quali, letta la graduatoria pubblicata lo scorso mese, si rivolgono agli asili nido dei paesi limitrofi. «Io e mio marito lavoriamo», sottolinea una madre ce preferisce restare anonima, «abbiamo provato a iscrivere nostra figlia al nido comunale sia quest’anno sia nel 2025 ma siamo stati esclusi ambedue le volte. Dunque siamo stati costretti a iscriverla in una struttura fuori San Sperate e a chiedere la flessibilità in entrata e uscita sul posto di lavoro. Un disagio enorme».
Le spese
Una situazione che incide anche sul bilancio economico delle famiglie: «Quest’anno abbiamo presentato per la prima volta la domanda per accedere al servizio e siamo arrivati ventisettesimi in graduatoria», spiega Francesca Marongiu, madre di una bambina di un anno, «quindi ci siamo messi alla ricerca di una struttura privata anche all’esterno del paese ma i costi sono davvero alti. Sono presenti diversi Bonus ma prevedono un rimborso delle spese sostenute, che devono dunque essere anticipate dalla famiglia».
Le rinunce
Il problema riguarda decine di genitori residenti a San Sperate obbligati, a causa degli spostamenti, a trovare una difficile conciliazione tra lavoro e famiglia e, in certi casi, a rinunciare alle proprie aspirazioni personali. «Sono mamma di due bambine, di cui una di un anno e mezzo», aggiunge un’altra madre, «il mio desiderio era riprendere a studiare ma la graduatoria ha tenuto conto solo dei genitori entrambi lavoratori e mia figlia è stata esclusa».
E c’è anche chi, dopo l’esclusione dello scorso anno, ha rinunciato: «I posti sono troppo pochi e, reduci dall’esperienza dello scorso anno, a febbraio ci siamo messi in lista d’attesa per un nido privato per non rischiare di rimanere senza un posto come già capitato», il commento di Giuseppe Marongiu, giovane padre: «Riuscire a entrare all’asilo comunale ormai è un’impresa».
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