Il Milan è sotto processo. La sconfitta interna (0-2) in Europa League, la terza su quattro partite nel torneo continentale, tiene banco nei social per come è arrivata e soprattutto contro chi, il Ferencváros che, sulla carta, era un avversario abbordabile. Anche dal punto di vista politico monta la protesta, non tecnica però. Il motivo sono i saluti romani e le magliette con Mussolini. Gli ultras di estrema destra magiari hanno invaso piazza Duomo senza opposizione: «Dobbiamo difendere l’Europa».
Sotto accusa
Tornando alla partita, anche Ruben Amorim non si spiega che cosa possa essere successo: «Perché non c'è spiegazione. Non c'è niente che io possa dire, soprattutto sul primo tempo. Non ricordo un altro primo tempo così. Si tratta di ambizione e concentrazione. Abbiamo regalato opportunità, abbiamo fatto regali stupidi». Lo sfogo del tecnico rossonero ci sta: «Non siamo stati pronti nel passare dal derby a questa competizione. Quando giochi con la maglia del Milan hai una responsabilità e non puoi presentarti così. Magari ho sbagliato anche io qualcosa. Devo pensare al campionato», aggiunge Amorim, «ma dobbiamo fare bene anche in Europa League. Dobbiamo e possiamo vincere le partite nonostante il turnover. Dobbiamo essere pronti, ora non lo siamo, per giocare e vincere ogni tre giorni. Ma finché non ci condanna la matematica, lotteremo».
Oggi in campo
Intanto oggi non gioca solo il Cagliari contro il Frosinone. Alle 15 in campo Torino-Lecce, alle 18 Parma-Bologna, alle 20.45 Roma-Sassuolo.
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