San Vito.

Il medico va in pensione: disagi per oltre mille pazienti 

Il sindaco: dal distretto sanitario ci hanno assicurato che troveranno una soluzione nei prossimi giorni 

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Emergenza medico di base anche a San Vito. Mariano Camedda, storico e apprezzato medico del paese (con pazienti anche da Villaputzu e da Muravera) è andato in pensione e dallo scorso 10 gennaio oltre mille persone si sono ritrovate senza un punto di riferimento. Costrette a chiedere un favore all’altro medico di base presente a San Vito oppure – se muniti di auto – a rivolgersi ai medici degli altri paesi (che però sono già pieni sino al collo). Oppure ancora ad intasare il pronto soccorso del San Marcellino.

Le testimonianze

«Io e la mia famiglia eravamo pazienti del dottor Camedda – dice Gianfranco Mattana, ex consigliere comunale di San Vito – ci siamo ritrovati da un giorno all’altro con un cartello nell’ambulatorio che ci diceva di rivolgerci agli altri medici della zona perché lui il primo febbraio andrà in pensione e deve ancora smaltire tante ferie». Mattana spiega inoltre che «la cosa che non va bene è la totale mancanza di informazioni, anche da parte del Comune. Tutti chiedono e nessuno risponde. Ecco, mi auguro che chi di dovere ci faccia sapere qualcosa».

Reazioni

Il sindaco di San Vito Marco Antonio Siddi è in costante contatto col direttore del distretto sanitario Massimo Carboni: «Siamo preoccupati – chiarisce il primo cittadino – il direttore mi ha assicurato che sta facendo di tutto per trovare una soluzione già nei prossimi giorni ma non è semplice. Il problema purtroppo è a livello regionale, stavolta anche noi lo stiamo toccando con mano».Il capogruppo di minoranza Alberto Cuccu chiama in causa la Asl, la Regione e anche il sindaco. «Non si tratta di un’emergenza imprevedibile – sottolinea Cuccu - ma è il risultato di scelte mancate e di una programmazione assente. Da settimane centinaia di cittadini, in particolare anziani, persone con disabilità e pazienti cronici, sono privi di un medico di medicina generale. Una situazione che espone una fascia della popolazione a un grave rischio sanitario».Cuccu chiede che il sindaco si attivi immediatamente presso Asl e Regione affinché vengano adottate misure concrete: «Ad esempio – aggiunge il capogruppo di minoranza – si prevedano le indennità per le zone disagiate e pacchetti di incarichi attrattivi che rendano San Vito una sede appetibile». E ancora «attivazione delle aggregazioni funzionali territoriali (con presenza organizzata dei medici sul territorio), soluzioni ponte anche temporanee (incarichi provvisori a medici in formazione) e sviluppo della casa di comunità».

Intanto centinaia di cittadini non sanno a chi rivolgersi. E la situazione potrebbe precipitare anche negli altri Comuni del Sarrabus.

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