La vela rosa sbatte leggera nel vento, lo scafo bianco scintilla sotto il sole. Davanti a decine di persone che hanno sfidato il caldo del pomeriggio, la nuova Hansa 303 ha ricevuto la benedizione prima di scivolare in mare per il suo primo giro, tra gli applausi dei tanti che si sono radunati per assistere al varo. Sarà la quarta imbarcazione della flotta dedicata alla velaterapia della Lega Navale di Cagliari e permetterà di ampliare le attività rivolte a persone con disabilità, over 70 e altri soggetti fragili.
Il progetto
Il piccolo mezzo è stato acquistato grazie al contributo dei Lions Club della città di Cagliari, con il sostegno di sponsor privati e delle istituzioni. Sarà gestita dalla Lega Navale Italiana, con il supporto dell’associazione velica e culturale Vento di Shardana.«Questa nuova barca ci consentirà di portare in acqua ancora più ragazzi e persone con disabilità», spiega il contrammiraglio Giuseppe La Rosa, presidente della Lega Navale di Cagliari. «Abbiamo già una flotta di tre Hansa 303 e ora potremo dare ancora più spazio a questa attività. Le uscite durano circa un’ora e mezza e sono seguite da istruttori specializzati, quasi tutti abilitati alla vela paralimpica. Chi è già autonomo può condurre l’imbarcazione, mentre gli altri vengono accompagnati a bordo oppure seguiti dai gommoni di assistenza».
La Hansa 303 è progettata per essere semplice e sicura. Grazie alla sua particolare stabilità e alla facilità di conduzione, è adatta anche a chi non è mai salito su una barca a vela o ha difficoltà di movimento. «La utilizziamo anche con i ragazzi del Centro di giustizia minorile, con cui abbiamo un accordo», aggiunge La Rosa. «Li accompagniamo alla scoperta del mare e insegniamo loro a navigare».
L’obiettivo
L’idea di acquistare una nuova imbarcazione è nata circa otto mesi fa. «Siamo molto contenti di essere riusciti a concludere questo progetto», racconta Gabriele Asunis, presidente del Lions Club Cagliari. «Vogliamo offrire ai giovani e alle persone con disabilità la possibilità di avvicinarsi alla velaterapia e vivere il mare. Grazie a uno spettacolo organizzato al Teatro Carmen Melis, al contributo degli sponsor e all’impegno dei Lions siamo riusciti a raccogliere le risorse necessarie per acquistare questa barca».Per Alberto Putzolu, presidente di Vento di Shardana, la vela rappresenta molto più di uno sport. «È un’attività che unisce aspetti fisici, psicologici e relazionali. In barca si impara a fare squadra, si condividono responsabilità e si riscoprono valori come solidarietà e fiducia. Il mare riesce a creare emozioni e relazioni che hanno un valore terapeutico straordinario».
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